

Proseguono a ritmo serrato accertamenti e riscontri da parte degli investigatori sull'attentato di sabato scorso dinanzi alla scuola “Morvillo Falcone” di Brindisi, che ha provocato la mortedi una studentessa di sedici anni, Melissa Bassi, e il ferimento di altre cinque ragazze. Gli inquirenti - l'inchiesta è coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Lecce alla quale è stato aggregato per l'occasione il pm di Brindisi Milto De Nozza - stanno raccogliendo i risultati della prima grande mole di accertamenti, ma attendono ancora l'arrivo delle relazioni su accertamenti tecnici disposti nei giorni scorsi, dai primi risultati sui reperti acquisiti sul luogo dell'attentato, ai rilievi sulle celle telefoniche. Stamani è arrivato a Brindisi anche il direttore centrale anticrimine, Francesco Gratteri.
La condizione delle ragazze ferite. Le quattro studentesse dell'istituto Morvillo Falcone ricoverate nell'Ospedale Perrino di Brindisi «sono in condizioni stabili». Lo riporta il bollettino medico firmato dal direttore sanitario dell'Asl Brindisi, Graziella Di Bella. Una giovane - viene precisato - «sta effettuando ciclo di medicazioni in narcosi. La paziente con frattura all'ulna non è stata più operata per evitare possibili infezioni ossee, dovendosi intervenire in aree ricoperte da ustioni. Le pazienti sono state sottoposte a consulenze di otorinolaringoiatria, da ripetere tra qualche giorno». «Le due pazienti ricoverate presso il Centro ustioni - conclude il bollettino - hanno avuto modesti rialzi febbrili, compatibili con le ustioni subite».
Piazza per Melissa. Una piazza vicino alla scuola dove c'è stato l'attentato di sabato sarà intitolata a Melissa Bassi, la studentessa uccisa. Lo ha annunciato il sindaco di Brindisi, Cosimo Consales, a Torino per Biennale Democrazia per la Legalità.
La fiaccolata.Brindisi continua a reagire, a cominciare dai suoi giovani, da quegli studenti così duramente colpiti dall'attentato di sabato scorso, dalla morte di Melissa e dal ferimento delle loro amiche. Ma la tensione in città resta, è difficile da controllare o da assopire a pochi giorni di distanza e soprattutto quando non sai ancora chi sia il nemico che ha spinto quel maledetto bottone seminando morte. La tensione e la tristezza sono visibili sul volto delle studentesse dell'istituto Morvillo Falcone, forse ancor più nel giorno in cui si commemora la strage di Capaci. Quando escono da scuola poco prima delle 13, al termine delle lezioni, nessuno ha voglia di parlare, neppure di quali attività didattiche abbiano svolto in questa giornata particolare. «Preferisco non rispondere» dice con un sorriso una studentessa, facendo intendere che è inutile insistere. Molte di loro vanno via in fretta, si fermano per qualche attimo dinanzi al tappeto di fiori che ricorda Melissa vicino al punto in cui è scoppiato l'ordigno e poi si allontanano. Qualcun'altra ha preferito che venisse un papà o una mamma all'uscita, quasi per avere una sensazione di sicurezza in più. C'è anche chi si lascia sfuggire un 'basta con i giornalistì, chiedendo indirettamente la tranquillità perduta quattro giorni fa. Ma in strada scendono anche le famiglie, la gente comune. Quella, ad esempio, che nel tardo pomeriggio ha deciso di partecipare alla fiaccolata in ricordo di Melissa e contro ogni violenza organizzata da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. La fiaccolata è partita dal piazzale antistante la scuola 'Morvillò ed ha raggiunto il cuore della città. Ad aprire il corteo un grande cartellone con una foto della studentessa uccisa e la scritta “Ciao Melissa”. In coda uno striscione con una frase di Giovanni Falcone: 'Il coraggioso quando muore, muore una volta sola. Il codardo muore mille volte al giorno”. E ora si prepara la manifestazione nazionale di sabato, si partirà dal Palazzo di giustizia. Lo slogan riportato sui volantini diffusi in città è una risposta indiretta a quel codardo: «Io non ho paura».
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