

VITERBO – Tre ginecologhi e un’ostetrica sono stati iscritti nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di un bambino avvenuta nel reparto di ostetricia e ginecologia di Belcolle la notte tra sabato 28 e domenica 29 settembre. Nei loro confronti, il pubblico ministero Franco Pacifici ha ipotizzato il reato di omicidio colposo. L’avviso di garanzia è stato notificato ieri dai carabinieri del Nas, che hanno provveduto anche a sequestrare la cartella clinica della donna.
L’inchiesta è scaturita da un esposto presentato lunedì scorso dai genitori del bambino. Secondo la denuncia, la donna non sarebbe stata sottoposta a un costante monitoraggio che, se eseguito, avrebbe potuto salvare la vita al feto, morto prima che la puerpera entrasse in sala parto.
La donna, residente a Soriano nel Cimino, è giunta a Belcolle sabato pomeriggio. Poco prima, mentre era a casa sua, aveva avuto qualche contrazione e altri sintomi che precedono il parto. Alle 19 circa sono stati eseguiti i primi controlli: tutti i parametri della donna e del figlio che aveva in grembo erano normali. Poco prima della mezzanotte è stata sottoposta a nuovi accertamenti. E’ stato allora che i medici si sono accorti che il feto nel frattempo era morto.
Al suo capezzale della donna si erano alternati i medici di turno fino alle 20 e il loro collega del turno successivo nonché un’ostetrica di lungo corso e considerata molto esperta. Tutti e quattro, come detto, sono finiti nel registro degli indagati.
Sempre ieri, a Belcolle, è stata eseguita l’autopsia sul corpo del bambino. Il perito, il medico legale Vittorio Fineschi del policlinico Umberto Primo di Roma, dovrà accertare le esatte cause del decesso de feto e se le medesime siano attribuibili a errori od omissioni del personale che ha assistito la puerpera. I risultati saranno consegnati al magistrato entro una sessantina di giorni.
Intanto proseguono, nel massimo riserbo, le indagini del Nas ''C'è un'inchiesta in corso e, per il momento, ogni commento sarebbe prematuro'' si limitano a dire.