ANNO 16 n° 214
Festival Ombre, Gratteri a Viterbo: 'La mafia del futuro corre sul web. Servono tecnologia, prevenzione e regole coerenti'
Il procuratore di Napoli chiude l'edizione 2026 del Festival Ombre presentando il libro 'Cartelli di sangue'. Dalla lotta al narcotraffico al cybercrime, fino alla criminalità minorile e alle riforme della giustizia: 'Le mafie si evolvono, lo Stato deve fare altrettanto'
Francesco
02/08/2026 - 10:22
di Francesco Maria Ricci

VITERBO – Una Piazza San Lorenzo gremita ha accolto Nicola Gratteri per la serata conclusiva del Festival Ombre 2026, nell'ambito delle celebrazioni della rievocazione storica per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco. Il procuratore capo della Repubblica di Napoli ha presentato il volume 'Cartelli di sangue. Le rotte del narcotraffico e le crisi che lo alimentano', scritto con Antonio Nicaso, dialogando con i giornalisti Paolo Di Giannantonio e Federica Angeli.

L'incontro, dedicato al rapporto tra giustizia, verità e seconde possibilità, ha affrontato alcuni dei temi più attuali del contrasto alla criminalità organizzata: narcotraffico internazionale, cybercrime, criptovalute, mafie transnazionali, sicurezza e riforme della giustizia.

Fin dalle prime domande Gratteri ha criticato quello che ha definito un approccio normativo poco coerente, sostenendo che il dibattito pubblico si concentra troppo spesso su casi mediatici mentre vengono trascurate le vere emergenze investigative.

Tra gli argomenti centrali della serata, l'evoluzione della criminalità organizzata. Secondo il magistrato, il futuro delle mafie passa ormai attraverso il dark web, le comunicazioni criptate e le criptovalute.

«Il futuro delle indagini è nell'informatica», ha spiegato, sottolineando come oggi droga, armi, documenti rubati e servizi criminali possano essere acquistati online lasciando pochissime tracce.

Gratteri ha indicato la mafia albanese come una delle organizzazioni criminali emergenti più pericolose in Europa, ormai stabilmente alleata con la 'ndrangheta nella gestione della logistica del traffico internazionale di cocaina.

Per affrontare questa trasformazione, ha ribadito la necessità di investire nella formazione di investigatori specializzati in cybersicurezza.

«Abbiamo bisogno di dieci o quindici ispettori informatici per ogni squadra mobile

Il procuratore ha ricordato anche un'importante operazione della Procura di Napoli contro un hacker che aveva violato i sistemi informatici del Ministero della Giustizia, conclusasi con l'arresto del responsabile e il sequestro di circa 37 milioni di euro in Bitcoin, resa possibile – ha osservato – grazie alle nuove norme sulla cybersicurezza, uno dei pochi interventi legislativi che ha definito realmente efficace.

Durante il confronto si è parlato anche di criminalità minorile, intercettazioni, riconoscimento facciale e intelligenza artificiale. Gratteri ha sostenuto che la sicurezza non possa essere garantita soltanto con l'inasprimento delle pene.

«La sicurezza si costruisce anche investendo nella scuola, nel tempo pieno, negli insegnanti e nei servizi sociali

Il magistrato ha inoltre affrontato il caso del gioielliere condannato per aver sparato ai rapinatori in fuga, ricordando che la sentenza non riguardava la legittima difesa in sé, ma il fatto che il pericolo fosse ormai cessato quando vennero esplosi i colpi fatali.

Ampio spazio anche ai racconti della sua esperienza investigativa. Gratteri ha ricostruito la lunga caccia al broker internazionale della droga Roberto Pannunzi, arrestato dopo una complessa operazione internazionale tra Colombia, Montenegro e Italia, ricordando anche il tentativo del narcotrafficante di corrompere gli investigatori offrendo cinque milioni di dollari pur di evitare l'arresto.

Nel finale il procuratore ha affrontato anche un tema personale, spiegando il proprio stile di vita improntato alla sobrietà e all'indipendenza. Ha raccontato di aver sempre restituito biglietti omaggio per partite del Napoli, spettacoli teatrali ed eventi.

«Ciò che si riceve gratis, prima o poi si paga. Mi piace sentirmi libero

Gratteri ha infine ribadito che la collaborazione tra mafia, camorra e 'ndrangheta non rappresenta una novità, ma una costante storica della criminalità organizzata italiana, richiamando la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale e di concentrare il dibattito politico sui reali problemi della sicurezza.

La serata si è conclusa con il tradizionale firmacopie dei libri del magistrato e con un lungo applauso del pubblico che ha riempito Piazza San Lorenzo per l'ultimo appuntamento del Festival Ombre 2026, confermando l'interesse dei cittadini per un confronto diretto sui temi della legalità, della giustizia e delle nuove sfide poste dalla criminalità organizzata.






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