ANNO 16 n° 272
Festival Nazionale di Teatro Alberto Corinti
Dal 29 aprile al 27 maggio al Teatro dell'Unione
21/04/2023 - 23:43

VITERBO - Dal 29 aprile al 27 maggio, al Teatro dell'Unione, il Festival Nazionale di Teatro Alberto Corinti. Il progetto dell'Associazione Culturale Villanova Aps e del Comune di Viterbo, realizzato in collaborazione con Astarte, in sinergia con ATCL Circuito Multidisciplinare del Lazio e con il patrocinio della UILT (Unione Italiana Libero Teatro), è stato presentato questa mattina nel foyer del Teatro Unione. Sono intervenuti per l'occasione il vice sindaco e assessore alla cultura e all'educazione Alfonso Antoniozzi, l'assessore alle politiche sociali Patrizia Notaristefano, l'amministratore delegato di Atcl Luca Fornari, il presidente dell'associazione culturale Villanova, direttore artistico del festival e responsabile provinciale Unione Italiana Libero Teatro (UILT) Angelo Felice Frateiacci, il vice presidente dell'associazione Astarte, regista, responsabile del programma di teatro sociale Paolo Manganiello, lo psichiatra e direttore sanitario San Raffaele Viterbo Piergiorgio Guidorzi. Presenti anche Stefania Zuccari, presidente Unione italiana Libero Teatro del Lazio, Chiara Palumbo, regista e presidente associazione Astarte e Graziella Fiorucci, presidente associazione Amici di Galiana.

“Poter annunciare alla città la nascita del Festival Nazionale di Teatro “Alberto Corinti” è per me motivo di grande gioia per una serie di eccellenti motivi – ha sottolineato con un pizzico di emozione l'assessore Alfonso Antoniozzi -. Il primo: tornare a raccontare alla città che tra i suoi figli è esistito Alberto Corinti, pioniere del teatro amatoriale viterbese e fiero avversario di un certo, errato, comune sentire per cui unicamente il teatro fatto da professionisti avrebbe i titoli per fregiarsi di un ipotetico bollino di qualità. Il secondo: porre la prima pietra di un festival che mi auguro possa diventare uno degli appuntamenti fissi della vita culturale cittadina e, perché no, nazionale. Il terzo: affermare una volta per sempre con decisione che, per parafrasare Gertrude Stein, “il teatro è il teatro è il teatro”; non esiste un teatro professionale, amatoriale, sociale e via discorrendo. Il teatro non ama gli aggettivi, è una forma di espressione sociale tra le più antiche di cui l’uomo abbia sentito l’esigenza, che sospende l’incredulità per un tempo finito e racconta storie perché il pubblico (ma anche l’attore) possa conoscere, riconoscersi, sviluppare una coscienza critica e - certamente - anche divertirsi. Infine l’affetto personale e l’inestinguibile debito di riconoscenza per Alberto, che ebbe la pazienza di ricevere un ragazzino che sognava di fare del teatro il suo mestiere e la bontà di dirgli, con quell’indimenticabile burbera bonarietà che gli era propria: - vai avanti, ce la puoi fare”. Alle parole dell'assessore Antoniozzi sono seguite quelle dell'assessore Patrizia Notaristefano, che ha aggiunto: “Un festival di straordinaria importanza, che ricorda e riconosce il valore di un nostro amato concittadino. Alberto Corinti ha lasciato un segno importante e la grande partecipazione a questa presentazione ne è già una prova. Il teatro è teatro, è cultura, è bellezza, è crescita. Per tutti. Per chi sta sul palco, per chi sta dietro le quinte, e per il pubblico che assiste. Grazie a tutti gli organizzatori”.

Alberto Corinti, classe 1929, è stato attore e promotore della cultura teatrale viterbese: dopo un periodo di appartenenza al gruppo “Il Camino”, fonda il Gruppo d’Arte Drammatica “Le Maschere”, di cui diviene direttore artistico, portando in scena con Quirino Galli alla regia spettacoli d’avanguardia per tutti gli anni ’60.

Nel 1979, grazie alla possibilità di poter disporre di uno spazio teatrale a Villanova (reso disponibile dal parroco don Armando Marini), nasce il gruppo che nel 1982 si costituisce formalmente come associazione compagnia teatrale “I Giovani”, che continua tutt'oggi la sua attività.

Angelo Felice Frateiacci, ideatore del Festival, lo ricorda come “uno studioso e rispettoso del testo, autorevole nel lavoro degli attori, esigente nel richiedere l’impegno di tutti, attento alle regole del teatro perché convinto che si possa fare teatro per ragioni diverse e a livelli diversi, fermo restando la qualità della realizzazione. Pretendeva professionalità pur nella partecipazione “amatoriale” di noi giovani attori e, per questo motivo a volte poteva apparire severo nel suo ruolo durante l’allestimento dello spettacolo. Poi, in realtà, era il suo sorriso contagioso che smentiva il rigore dell’atteggiamento registico.”

Il Festival è stato realizzato con la collaborazione di Astarte. Un’associazione che vuole da un lato promuovere la cultura teatrale attraverso la pratica del “fare” e del “vedere”, organizzando laboratori e corsi a vari livelli, inserendo anche momenti di formazione teorica e di didattica della visione; dall’altro lato è impegnata a progettare percorsi di formazione più specificamente afferenti al teatro sociale. Nello specifico si occupa di programmare e seguire gruppi e associazioni che si prendono cura di persone diversamente abili o con disagio mentale, offrendo percorsi di formazione, il più delle volte, finalizzati a spettacoli e performance teatrali.

Nel dettaglio, questa prima edizione del Festival - che prenderà il via il 29 aprile e terminerà il 27 maggio - prevede sette spettacoli, un seminario presso il Teatro dell’Unione e un incontro/dibattito presso il foyer dello stesso teatro.

Un mese di eventi in cui saranno coinvolte numerose compagnie provenienti da tutta Italia.

Si inizia sabato 29 aprile alle ore 21.00 con un classico della comicità: Uomo e galantuomo di Eduardo De Filippo, presentato dalla compagnia Teatro dei Dioscuri di Campagna (Salerno).

Una delle primissime commedie di Eduardo, narra le vicende di una scalcinata compagnia teatrale che si trova ospitata in un albergo. Quindi teatro nel teatro. La messinscena gioca sul sottile filo che separa realtà e finzione, passando attraverso la pazzia, tra momenti di gag e momenti di sospensione drammatica. Con questo lavoro la compagnia si è classificata come migliore spettacolo alla 73° edizione del Festival Nazionale d’Arte Drammatica di Pesaro nel 2019.






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