


VITERBO – Dalle sonorità della taranta e della pizzica al romanticismo di Schubert, passando per le raffinate atmosfere della musica barocca. Il Festival della Tuscia 2026 inaugura il proprio cartellone con tre concerti in programma dal 23 al 25 ottobre, coinvolgendo Bassano Romano, Viterbo e Bolsena in un percorso musicale che attraversa epoche, stili e tradizioni differenti.
La rassegna, ideata dal direttore artistico Massimo Spada, proseguirà fino al 1° novembre con otto appuntamenti ospitati in alcuni dei luoghi più suggestivi del patrimonio storico e artistico del territorio, tra ville, castelli, palazzi monumentali, teatri e basiliche.
Si parte da Villa Giustiniani con Marcello Panni
Il primo appuntamento è fissato per venerdì 23 ottobre, alle ore 20, a Villa Giustiniani, a Bassano Romano. Il concerto inaugurale, intitolato Sud e Magia, sarà a ingresso libero e vedrà protagonista Marcello Panni insieme al Nuovo Ensemble del Sud.
Il programma attraverserà generi e tradizioni, accostando le composizioni di Rossini, Massenet, Verdi e Händel a quelle di Tosti, De Curtis e Gershwin. Un intreccio tra repertorio classico, canzone napoletana e ritmi popolari, con taranta e pizzica, pensato per mettere in dialogo linguaggi musicali diversi.
Sabato 24 ottobre, alle ore 20, il Festival farà tappa a Viterbo, nella cornice del Palazzo dei Papi, con La morte e la fanciulla. Protagonista sarà l'ensemble L'Appassionata, impegnato in un programma che accosta Grieg al celebre Quartetto n. 14 in re minore di Schubert, proposto nella versione per orchestra d'archi. Una serata dedicata al repertorio romantico e alle sue pagine più intense.
Il fine settimana si concluderà domenica 25 ottobre, alle ore 18, al Teatro San Francesco di Bolsena. Il concerto Cuadratura, a ingresso libero, vedrà l'Ensemble Brezza interpretare le Sonates à quatre parties di Jean-Baptiste Quentin, accompagnando il pubblico alla scoperta del repertorio barocco, tra intrecci strumentali, equilibrio delle forme e raffinate architetture sonore.
La molteplicità come filo conduttore
I tre appuntamenti iniziali restituiscono il carattere dell'edizione 2026, ispirata alla Molteplicità delle Lezioni americane di Italo Calvino. Un tema che attraversa l'intero cartellone e mette in relazione epoche, stili e tradizioni, mostrando la capacità della musica di creare connessioni e aprire prospettive differenti.
«Ogni concerto di questa edizione può stare in piedi da solo. Ma insieme raccontano qualcosa di più grande: non un percorso con un inizio e una fine, quanto una costellazione», spiega il direttore artistico Massimo Spada. «La molteplicità non significa dispersione, ma scoprire quante strade possono partire dalla stessa nota e quanti mondi diversi la musica può farci attraversare».
Gli appuntamenti fino al 1° novembre
Dopo il primo fine settimana, il Festival riprenderà giovedì 29 ottobre, alle ore 20, al Castello Odescalchi Orsini di Bracciano, con Conversazione in Sicilia. Sul palco Alessio Pianelli, Andrea Cicalese e l'Ensemble Avos Project, per un itinerario sonoro che dal Mediterraneo raggiungerà Georgia, Romania, Armenia e Grecia, fino alla tradizione afroamericana.
Venerdì 30 ottobre, alle ore 20, Palazzo Ruspoli a Vignanello ospiterà il Quartetto Goldberg con On the Road, programma che comprenderà musiche di Haydn, Bartók e Mendelssohn.
Sabato 31 ottobre sono previsti due appuntamenti a Viterbo. Alle ore 11, nella Basilica della Quercia, si terrà il concerto a ingresso libero Preghiera per un amico, con l'Orchestra Sistema Musica Arnesano e i Pueri Cantores della Cappella Musicale Pontificia. Alle ore 20, nella Sala Regia, sarà invece la volta di Con Furore, con il flautista Alberto Navarra e il pianista Leonardo Pierdomenico, impegnati in musiche di Debussy, Schubert, Poulenc e Jolivet.
La chiusura è prevista domenica 1° novembre, alle ore 18, al Teatro dell'Unione di Viterbo, con Sei personaggi in cerca d'autore. Per il gran finale si esibiranno Massimo Spada, Andrea Obiso, Daniele Valabrega, Enrico Dindo, Alessandro Carbonare e Mirko Landoni, con un programma dedicato a Brahms e Dohnányi.
Il Festival della Tuscia si prepara così a offrire un viaggio musicale attraverso alcuni dei luoghi più rappresentativi del territorio, valorizzando il patrimonio culturale locale e mettendo in dialogo grandi interpreti, giovani talenti e tradizioni sonore differenti.