

Ancora un concerto da non perdere al Festival Barocco di Viterbo. Sabato 13 agosto alle ore 21.00, nel Teatro San Francesco di Bolsena, la violinista Maria Solozobova interpreta il concerto “Magia violinistica del tardo Barocco” diretta da Lawrence Golan e accompagnata dalla Camerata Barocca “C. Monteverdi” di Viterbo.
In programma musiche di Antonio Vivaldi e Johann Sebastian Bach.
Maria Solozobova è una delle più promettenti violiniste della nuova generazione. Le sue esibizioni sono caratterizzate dallo splendido suono caldo del suo violino italiano, un Nicolò Galiano del 1750, dalla sua sensibilità, dalla sua presenza scenica e da eleganti virtuosismi. Il suo repertorio spazia dal barocco, al classico, al romantico fino alla musica contemporanea.
I brani in programma daranno spazio alle grandi capacità di questa emergente e pregevolissima artista per una serata davvero indimenticabile in questo teatro ricavato da una chiesa monastica dedicata alla Natività di Maria, e comunemente conosciuta con il titolo di San Francesco, che probabilmente sorse nel corso del XII secolo anche se le linee architettoniche dell’attuale costruzione, particolarmente la facciata con il bel portale gotico, fanno propendere per una datazione più tarda.
L'estro armonico è una raccolta di dodici concerti opera 3 di Antonio Vivaldi. Questi concerti ebbero uno strepitoso successo in tutta Europa, grazie ad essi il 'Prete Rosso' fu per qualche anno il compositore più rinomato. Segnarono il passaggio dal concerto grosso al concerto solistico. Lo studioso vivaldiano Michael Talbot si spinse al punto di affermare che questi lavori sono 'forse la più influente raccolta di musica strumentale apparsa nell'intero diciottesimo secolo'. L'opera 3 fu pubblicata ad Amsterdam da Estienne Roger presumibilmente nel 1711. La sua uscita fu pubblicizzata con un annuncio sul The Post Man di Londra. J.S. Bach, dopo la loro pubblicazione, trascrisse alcuni di questi concerti per clavicembalo solo), per organo e per quattro clavicembali ed archi.
L'Olimpiade, da cui è tratta l’Ouverture eseguita in questo concerto, è un libretto d'opera di Metastasio, utilizzato da più di 60 compositori del barocco e del classicismo.
Quello composto da Johann Sebastian Bach intorno al 1730 per il settimo ed ultimo movimento della Suite Orchestrale no. 2 in si minore è il brano che più di ogni altro ha contribuito a plasmare la struttura della Badinerie, una danza gioiosa in 2/4 che ricorda molto una gavotta ma più veloce. Caratterizzata da un passo molto veloce, d’esecuzione piuttosto complicata, questa opera è un classico per il virtuosismo.
Il concerto per violino, archi e basso continuo in la minore (BWV 1041) è stato composto da Bach nel 1748 e si articola in tre movimenti: Allegro moderato, Andante, Allegro assai
I motivi del tema dell'allegro moderato appaiono in combinazioni mutevoli e si separano, intensificandosi, lungo la durata del movimento. Nell'andante Bach adopera un basso ostinato ripetuto continuamente, le variazioni si focalizzano nelle relazioni armoniche. Nel terzo movimento Bach impiega il “bariolage” per ottenere un effetto particolare per mezzo della corda vuota.