

di Giovanni Masotti

VITERBO - Unità di intenti, sigillata dal voto unanime del consiglio comunale sulle linee guida presentate dalla sindaca Frontini, e tempi eccezionalmente rapidi per la realizzazione. La frenesia da Santa Rosa si è già impadronita della città. Molti diversi elementi si intrecciano e rendono speciale il trasporto della Macchina che attende Viterbo il prossimo 3 settembre. Appena ventiquattr'ore dopo, poi, ecco il passaggio delle consegne, la suggestiva presentazione alla città del 'nuovo campanile che cammina' 2024-2028, che dovrà essere non solo traboccante di viterbesità, ma anche denso di richiami al decimo anniversario del riconoscimento a Viterbo dello status di patrimonio immateriale Unesco ed al prossimo anno giubilare 2025 con i suoi forti valori religiosi.
Dunque Gloria, fortunata invenzione dell'architetto Raffaele Ascenzi, se ne va orgogliosamente e lascia il suo scintillante posto alla Macchina per la cui scelta sta già per partire il concorso di idee, che in tre mesi dovrà portare alla nuova 'creatura' e il cui 'identikit' - come dicevamo - è stato varato da un' assemblea cittadina insolitamente unitaria.
L'iter procedurale è lo stesso: la selezione del bozzetto vincitore (stavolta i primi tre conseguiranno un riconoscimento in denaro), il progetto esecutivo e l' appalto per la costruzione della struttura che fa sognare. Della commissione giudicante, in questo 2023, faranno parte rappresentanti del Comune, membri degli Ordini professionali (ingegneri e architetti), un esponente della Commissione Unesco, il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa. L'auspicio - e le premesse ci sono tutte - è che a settembre ogni ingranaggio sia perfettamente oliato e funzioni come Viterbo merita. La curiosità e l'attesa sono già alte. Per il presente e per il futuro.

