



VITERBO – Ha preso il via al Parco Chiara Lubich la Festa dell’Unità provinciale del Partito Democratico di Viterbo, in programma dal 18 al 21 giugno, quattro giorni di dibattiti, confronti politici, musica e iniziative dedicate ai grandi temi dell’attualità locale, nazionale e internazionale.
L’edizione 2026 si svolge all’insegna dello slogan “Per cambiare il mondo bisogna esserci”, una citazione di Tina Anselmi che ha rappresentato il filo conduttore della serata inaugurale e degli interventi dei dirigenti e amministratori democratici presenti.

Ad aprire ufficialmente la festa è stata la segretaria provinciale del Pd Alessandra Troncarelli, che ha ricordato come la manifestazione rappresenti un luogo di partecipazione, confronto e crescita collettiva.
«La democrazia vive grazie alla partecipazione e all’assunzione di responsabilità», ha sottolineato Troncarelli, rivendicando il lavoro svolto dal partito sul territorio e i risultati ottenuti nelle recenti elezioni amministrative, con le vittorie del centrosinistra nei comuni di Blera, Bomarzo e Civita Castellana e il rafforzamento della presenza democratica nelle istituzioni provinciali.
La segretaria ha inoltre ringraziato il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Enrico Panunzi e il segretario regionale del Pd Lazio Daniele Leodori, indicandoli come punti di riferimento per la costruzione dell’alternativa politica alla destra nel Lazio.

Giovani, lavoro e salute mentale
Tra gli interventi più attesi quello del rappresentante dei Giovani Democratici Gabriele Ara, che ha posto al centro del dibattito il tema dello spopolamento della Tuscia e delle difficoltà che vivono le nuove generazioni.
Ara ha richiamato i dati sul calo demografico della provincia di Viterbo e sull’emigrazione giovanile, evidenziando come molti ragazzi siano costretti a lasciare il territorio per motivi di studio o lavoro.
Particolare attenzione è stata dedicata alla salute mentale, definita una delle emergenze più rilevanti per i giovani. Il rappresentante dei Giovani Democratici ha chiesto maggiori investimenti nei servizi pubblici, nei presìdi territoriali e nell’assistenza psicologica, denunciando il crescente disagio che colpisce soprattutto le fasce più giovani della popolazione.

Mazzoli: «Pace, diritti e difesa dello Stato sociale»
Nel suo intervento Alessandro Mazzoli ha ampliato il confronto ai grandi temi internazionali, esprimendo forte preoccupazione per il ritorno della guerra come strumento di regolazione dei rapporti tra gli Stati.
Mazzoli ha condannato l’aggressione russa all’Ucraina, il terrorismo di Hamas e la tragedia umanitaria in corso nella Striscia di Gaza, chiedendo un ruolo più forte della diplomazia internazionale e dell’Europa nella costruzione della pace.
L’esponente democratico ha inoltre criticato la corsa al riarmo e l’incremento delle spese militari, sostenendo che tali risorse dovrebbero essere indirizzate verso sanità, scuola e politiche sociali.
Sul piano interno, Mazzoli ha attaccato il Governo Meloni, accusandolo di aver indebolito il sistema sanitario pubblico, gli enti locali e il sistema dell’istruzione. Ha inoltre denunciato l’aumento del lavoro povero e il rallentamento dell’economia italiana.
Un passaggio importante è stato dedicato al tema dell’immigrazione. Mazzoli ha contestato le proposte avanzate dal movimento “Futuro Nazionale” e le iniziative volte a incentivare il rimpatrio degli stranieri, definendole inefficaci e pericolose. Secondo il dirigente democratico, la presenza dei lavoratori stranieri rappresenta oggi una componente essenziale dell’economia della Tuscia, in particolare nei settori agricolo, edilizio e dei servizi alla persona.

Leodori: «Il Pd torni tra la gente»
Nel suo intervento il segretario regionale del Pd Lazio Daniele Leodori ha ribadito la necessità di rafforzare la presenza del partito nei territori. «Organizzare la Festa dell’Unità nel cuore della città significa tornare a presidiare gli spazi pubblici e stare in mezzo alle persone», ha affermato.
Leodori ha invitato il Partito Democratico a costruire una coalizione ampia e credibile, capace di rappresentare un’alternativa di governo alla destra sia a livello regionale che nazionale.
Secondo il segretario regionale, il Pd dovrà ripartire dall’ascolto dei cittadini, affrontando con maggiore incisività i temi del lavoro, della sanità, delle disuguaglianze e della qualità della vita.

Panunzi: «L’unità è la nostra forza»
A chiudere la serata è stato il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Enrico Panunzi, che ha richiamato il valore storico e politico della Festa dell’Unità e il significato stesso della parola “unità” come fondamento dell’azione del centrosinistra.
Panunzi ha espresso preoccupazione per il contesto internazionale, segnato dall’aumento dei conflitti e dalla crescita delle spese militari, sostenendo che il rafforzamento degli armamenti rischia di sottrarre risorse ai servizi essenziali.
L’esponente democratico ha rivolto dure critiche al Governo nazionale e alla Giunta regionale guidata da Francesco Rocca, accusandoli di aver favorito la progressiva privatizzazione della sanità e di non aver investito adeguatamente nella medicina territoriale.
Panunzi ha rivendicato il lavoro svolto dalle precedenti amministrazioni regionali negli investimenti sanitari e nelle Case della Salute, sottolineando come la vera sfida sia oggi garantire personale e servizi ai cittadini.
Il vicepresidente del Consiglio regionale ha inoltre evidenziato l’importanza dell’unità politica e organizzativa del centrosinistra, indicando nei recenti successi elettorali della Tuscia la dimostrazione che una coalizione coesa può rappresentare una valida alternativa alla destra.

L’appello finale: «Il cambiamento nasce dalla partecipazione»
Nel corso della serata numerosi interventi hanno ribadito la necessità di ricostruire il rapporto tra politica e cittadini, contrastando disillusione, astensionismo e frammentazione sociale.
Dalla difesa della sanità pubblica alla lotta contro lo spopolamento, dalla pace ai diritti sociali, fino alle sfide che attendono Viterbo e la Tuscia nei prossimi anni, il messaggio emerso dal palco della Festa dell’Unità è stato unitario: il cambiamento può nascere soltanto dalla partecipazione attiva delle persone.
La manifestazione proseguirà fino al 21 giugno con incontri dedicati alla Regione Lazio, all’Europa, ai diritti, al ruolo delle donne nella società e alle prospettive di sviluppo del territorio, accompagnati da spettacoli, musica e stand gastronomici.
«Il cambiamento non arriva dall’alto – è stato il messaggio conclusivo condiviso dai relatori – ma cammina sulle gambe delle persone. E noi ci siamo».