ANNO 16 n° 273
Festa della Republica
Il prefetto: ''La Tuscia
deve credere in sé''
02/06/2015 - 11:46

di Roberto Pomi

VITERBO - Miglioramento dell’amministrazione pubblica, lotta ai comportamenti illeciti e alle infiltrazioni mafiose ma anche il problema dei migranti al centro del discorso del prefetto per la festa della Repubblica. Tra le parole un messaggio chiaro ai viterbesi: ''Occorre coltivare la capacità di creare, produrre e confrontarsi con altre realtà. La sfida del presente si vince con la passione e la voglia di fare''.

2 giugno, 69 anni dopo la storica giornata anche a Viterbo, come in tutte le città d’Italia, si ricorda lo spirito di quel giorno e si fa il punto sulle sfide del presente per la Repubblica.

Appuntamento a piazza dei Caduti alle 10,30. Schierato il plotone di formazione interforze, pronti i medaglieri e i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, i gonfaloni della città di Viterbo e della Provincia di Viterbo. Presente il rappresentante dello stato, il prefetto Antonella Scolamiero. Vicino a lei il sindaco Leonardo Michelini, con la fascia blu della Provincia c’è il consigliere Mario Quintarelli e a seguire una nuvola di consiglieri comunali e assessori. Tra questi il vicesindaco Luisa Ciambella e il consigliere regionale Enrico Panunzi.

Il cerimoniale raggiunge il momento clou con la deposizione di una corona dall’alloro all’altare de caduti. Al rito presenziano il prefetto Scolamiero, il sindaco Michelini e una rappresentante delle forze armate. Momento solenne, preceduto dall’alza bandiera. Poi il prefetto legge la lettera inviata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lettera dove il capo dello Stato invita a un impegno costante per rendere efficienti i servizi dello stato e alla moralità nella gestione della cosa pubblica.

Segue il discorso del prefetto, che incita all’ottimismo. Parla della necessità per la Tuscia di contrastare i propri problemi, di crederci e riprendere la propria vitalità. Indica l’esempio positivo di Expo, dove Viterbo è presente con la Macchina di Santa Rosa ma anche con aziende di qualità che hanno saputo ritagliarsi un posto sui mercati. ''La Macchina di Santa Rosa è il simbolo della passione, della forza e della capacità di raggiungere i risultati che i viterbesi hanno'', così il prefetto.

La cerimonia si è chiusa con i canti del liceo musicale dell’istituto Santa Rosa di Viterbo. 

Facebook Twitter Rss