

VITERBO – La festa di Santa Rosa potrebbe essere anticipata per decreto alla domenica precedente, che quest’anno cade il 2 settembre, o rinviata a quella successiva, cioè il 9 settembre. Solo qualora il 4 settembre cada di domenica, la festa patronale potrà tenersi come da tradizione. Il trasporto della Macchina potrà avvenire qualunque giorno della settimana, purché gli uffici pubblici e tutte le attività private restino aperti. E’ quanto prevede l'ipotesi di accorpamento delle festività, con l'obiettivo di far crescere il Pil. L'idea viene confermata in ambienti governativi e potrebbe essere esaminata nel prossimo consiglio dei ministri, dopo il parere di quattro ministeri chiave.
Il tema era stato affrontato anche dal governo Berlusconi lo scorso anno, ma dopo una serie di valutazioni furono prese alcune decisioni, come ad esempio quella di far restare il 29 giugno giorno di festa per i romani che celebrano i loro patroni, San Pietro e San Paolo. La Festività rientra infatti tra quelle che sono oggetto di accordi con la Santa Sede, come, per esempio il 25 dicembre, Natale, o il 15 agosto, l'Assunzione.
Trasferire alla normale domenica le celebrazioni di Sant'Ambrogio che i milanesi festeggiano il 7 dicembre? Oppure chiedere ai napoletani di prendere un giorno di ferie il 19 settembre per partecipare alla processione di San Gennaro e assistere ai riti sulla reliquia di sangue per vedere se si scioglie? Stesso discorso vale per il 25 aprile. Non solo è la festa della liberazione, festa laica e dunque già eliminata, ma a Venezia, e anche a Latina, è San Marco, con le varie celebrazioni patronali. E così è a Catania il 5 febbraio per Sant'Agata o il 4 settembre a Viterbo per Santa Rosa. Per non parlare di Babbo Natale, che in realtà è San Nicola e che a Bari, ma anche a Sassari, si festeggia il 6 dicembre.
Le festività dei mille campanili d'Italia sono particolarmente sentite e nelle Finanziarie di anni e anni fa c'era la corsa all'emendamento del deputato o senatore di turno per finanziare una pro-loco o proprio una festa patronale. Non è esente neanche l'ultima legge Mancia: tra i 63 micro-interventi figurava anche un fondo per la Festa dei Ceri del 15 maggio a Gubbio, proprio nell'ambito delle celebrazioni del patrono sant'Ubaldo.
Ora ci riprova il governo Monti a razionalizzare la giungla delle festività. Di questa ipotesi si è discusso durante il preconsiglio di ieri mattina. Il sottosegretario Antonio Catricalà ha chiesto ai tecnici dei ministeri di presentare un parere in modo che il provvedimento possa arrivare sul tavolo del consiglio dei ministri già questo venerdì. Non si conoscono ancora i dettagli del testo. Tuttavia, alcune settimane fa il sottosegretario Gianfranco Polillo aveva sottolineato che ridurre il numero di giorni non lavorati di una settimana avrebbe portato all'aumento del Pil di un punto percentuale.
Di diverso avviso il vice sindaco e assessore alla cultura del comune di Viterbo, Enrico Contardo, secondo il quale, non festeggiare Santa Rosa il 4 settembre, farebbe risparmiare qualcosa agli uffici pubblici, che rimarrebbero aperti, ma farebbe anche venir meno l’afflusso dei turisti e i guadagni per gli esercizi commerciali. ''Mi sembra – ha concluso Contardo – un’operazione cervellotica. Comunque, per noi, cambierà poco, Al massimo dovremo spostare la Fiera di Santa Rosa alla domenica precedente o a quella successiva. Certo, che gli impiegati pubblici e anche i lavoratori del settore privato perderanno un giorno di festa. Non so quanto saranno contenti della decisione del governo tecnico''.