ANNO 16 n° 275
Ferito con un colpo alla testa, il ragazzo č in prognosi riservata
Il quindicenne di Bolsena č stato operato sabato al policlinico Gemelli
02/04/2017 - 03:30

BOLSENA - È ricoverato in prognosi riservata al reparto Rianimazione dell'ospedale Gemelli di Roma il quindicenne rimasto ferito ieri mattina da un colpo di arma da fuoco. Sottoposto a un delicato intervento chirurgico, perfettamente riuscito, sulle sue condizioni c'è un cauto ottimismo da parte dei medici anche sei il riserbo, data la circostanza, è massimo.

Il dramma è avvenuto intorno alle otto e un quarto in zona Castello. Il padre del giovane, rientrato in casa dopo essere uscito per assistere la madre novantenne, ha ritrovato il ragazzo riverso a terra in una pozza di sangue. Accanto a lui la pistola, regolarmente detenuta dall'uomo, da cui è partito il colpo alla testa che poteva essere fatale. Il genitore ha immediatamente chiamato i soccorsi del 118 che, giunti sul posto e accertata la gravità dell'emorragia, hanno intubato il ragazzo, ancora cosciente, disponendo il trasporto in eliambulanza all'ospedale Gemelli di Roma.

Sulla vicenda stanno indagando gli uomini della Compagnia dei Carabinieri di Montefiascone che hanno effettuato i rilievi all'interno dell'abitazione. In casa, al momento della tragedia sfiorata, il quindicenne era da solo: la madre si trovava fuori paese. Nessuna traccia lascia affiorare l'ipotesi della presenza di estranei. Sul perché sia partito quel colpo dalla pistola gli inquirenti vagliano ogni pista, anche se l'indagine è resa difficoltosa dalla scarsità di elementi per ricostruire l'esatta dinamica. Un gioco incosciente? Un incidente? Un tentativo di togliersi la vita? In casa non sono stati trovati biglietti contenenti messaggi di addio. Solo il giovane, quando verrà il tempo debito, potrà dare la risposta.

La notizia ha fatto immediatamente il giro del paese, dove la famiglia è molto conosciuta e stimata (il padre è un ex poliziotto in pensione, la madre un'insegnante), e ha scioccato la comunità bolsenese. Il ragazzo, tifoso interista e appassionato di baseball (ha giocato a Montefiascone), frequenta il primo anno del liceo scientifico di Acquapendente, dove viene descritto dalle insegnanti come una persona tranquillissima. Nessun problema scolastico, familiare o personale, da quanto trapela, per spingere l'adolescente a compiere un gesto tanto estremo.






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