ANNO 16 n° 205
Fer nella Tuscia, Panunzi chiede una moratoria: «Prima va garantito l'equilibrio territoriale»
Il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio presenta una mozione dopo lo stop del Governo al Parco Eolico Energia Viterbo: «La provincia produce gią molta energia, serve una distribuzione pił equa degli impatti»
24/07/2026 - 10:44

 

VITERBO – Una moratoria sui procedimenti relativi agli impianti da fonti energetiche rinnovabili (Fer) nella Tuscia e una riflessione complessiva sul peso che il territorio sta sostenendo nella transizione energetica. È quanto chiede il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Enrico Panunzi, che interviene dopo la revoca del via libera al progetto Parco Eolico Energia Viterbo da parte del Consiglio dei ministri.

Secondo Panunzi, la decisione del Governo introduce un principio fondamentale, quello dell'equilibrio territoriale, che dovrebbe essere esteso a tutti i progetti eolici e fotovoltaici previsti nella provincia di Viterbo.

«Nessuno mette in discussione la necessità di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili – afferma –. La Tuscia ha sempre dato un contributo importante alla transizione ecologica, ma proprio per questo è necessario verificare che il peso richiesto al nostro territorio sia proporzionato rispetto a quello sostenuto dalle altre aree del Lazio e del Paese».

Per questo motivo Panunzi ha presentato una mozione con cui chiede un parere contrario e una moratoria sui procedimenti in corso, a partire dal progetto 'Eolico Montebello' di Tuscania, in attesa di una valutazione complessiva degli interventi autorizzati o in fase di autorizzazione.

L'esponente regionale sollecita inoltre un ruolo attivo della Regione Lazio, affinché sostenga nei confronti del Governo il principio dell'equilibrio territoriale nella pianificazione delle nuove infrastrutture energetiche.

«La provincia di Viterbo produce già una quota rilevante dell'energia regionale e non può essere considerata l'unica risposta alle esigenze energetiche del Lazio – sottolinea Panunzi –. La tutela del paesaggio, dell'agricoltura e delle vocazioni produttive della Tuscia non è in contrasto con lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma rappresenta una condizione essenziale per una transizione realmente sostenibile e condivisa».

L'obiettivo della proposta è quello di aprire un confronto istituzionale che porti a una distribuzione più equilibrata degli impatti e delle opportunità legate alla transizione energetica, garantendo che le future scelte siano guidate da criteri di sostenibilità, buon senso e rispetto delle peculiarità del territorio.






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