ANNO 16 n° 273
Federlazio: ''La Tuscia
segna sempre rosso''
Presentata l'indagine congiunturale
2011 sulle piccole e medie imprese
24/10/2011 - 17:26

Nel corso del primo semestre 2011 il saldo di opinioni sull'andamento degli ordini mostra un certo peggioramento rispetto agli esiti del secondo semestre 2010. E' quanto emerge dall'indagine congiunturale Federlazio sullo stato di salute delle Pmi (piccole e medie imprese) del Lazio. Il rapporto e' stato svolto su un campione di 350 aziende associate, delle quali 46 della provincia di Viterbo, e si riferisce al primo semestre 2011.

I dati di segno negativo relativi ai livelli di produzione, ordinativi, fatturato ed investimenti confermano che il modello produttivo della Tuscia continua ad essere particolarmente investito dagli effetti di una crisi, inizialmente di natura finanziaria, e poi trasmessasi all’economia reale.

L’occupazione sostanzialmente tiene, anche attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, ma - sulla scia dei consuntivi del primo semestre - le stime degli imprenditori per quanto concerne le ipotesi di assunzione nel secondo periodo dell’anno non sono esaltanti.

Il quadro delineato dall’ultima rilevazione appare, dunque, decisamente a tinte fosche, denotando una scarsa competitività delle aziende del viterbese ed il perdurare tra gli operatori economici locali, di un sentimento diffuso di sofferenza, incertezza e preoccupazione.

I numeri registrati nel periodo gennaio-giugno del 2011 parlano chiaro : ‘’Una forte contrazione di tutti i principali indicatori dell’attività aziendale - ha detto stamani in conferenza il presidente di Federlazio Rino Orsolini - conferma il momento di eccezionale gravità che continuano ad attraversare le nostre Pmi, che rappresentano il grosso del sistema industriale e che stanno pagando il prezzo più caro alla crisi in atto’’.

‘’Non perdiamo occasione per riaffermare il fondamentale ruolo e lo straordinario peso, non soltanto economico, che le Piccole medie imprese hanno. Esse rappresentano oggi il 95% della forza produttiva italiana. Forniscono più del 70% del fatturato e l’80% dell’occupazione. Senza le Pmi - ha concluso Orsolini - l’economia di questo territorio, come quella del Paese, sarebbe destinata a morire. Il mondo della politica e le istituzioni devono essere sempre coscienti di questo’’.






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