ANNO 16 n° 273
Federico D'Ubaldo, un nomade digitale con progetti per la sua amata Italia
'Vorrei realizzare un villaggio di Nomadi Digitali a lungo termine'
Serena
18/01/2023 - 07:12
di Serena D'Ascanio

CIVITA CASTELLANA/MONDO -  “Federico D’Ubaldo, quasi 30enne, originario di Civita Castellana, vi racconto la mia storia e i miei progetti”.

Si può decidere di vivere in tanti modi, di lavorare in azienda, 8 ore al giorno, giacca e cravatta, o lavorare per se stessi e decidere come rendere il lavoro anche una felicità. Da qualche anno a questa parte si sente sempre più spesso parlare di Nomadi Digitali, ma di cosa stiamo parlando? Federico in una video intervista con il Viterbonews24, ce l’ha raccontato.

“Ho iniziato qualche anno fa, sapevo che non faceva molto per me quello che viene definito il lavoro standard e così ho dato inizio ai miei viaggi, tre anni a Londra dove lavoravo nel settore della ristorazione, poi un anno nel nord Italia, un anno e mezzo a Lisbona, poi a Novembre 2022 sono partito per la Thailandia , da li mi sono poi spostato a Bali dove sono tutt’ora e tra poco andrò in Vietnam. Il progetto nasce nella mia amata Tuscia, precisamente a Capranica, in una villa, in cui il proprietario entusiasta e incuriosito ha creduto tanto nell’idea, il progetto si basa su viaggi co-lavoro, intersecando lavoro e cibo. In sostanza mettiamo a disposizione la struttura, il nostro meraviglioso territorio per far si che nomadi digitali vengono in Italia e oltre a lavorare assaporino tutto ciò che abbiamo da offrire, e il cibo per noi Italiani è un must.”

Un nomade digitale è una persona più o meno giovane che ha fatto una scelta lavorativa precisa, basata principalmente sulla voglia di sperimentare, desiderio di libertà, autonomia e perché no, dal voler esprimere liberamente la propria creatività, reimpostando il tutto sulle priorità. Il nomade digitale ha delle caratteristiche che lo differenziano da tanti altri lavoratori, ha sicuramente un approccio genuino al lavoro e al co-lavoro, un’apertura mentale differente, creare reti e comunità che si aiutino gli uni con gli altri, non c’è invidia né individualismo, ma la condivisione è la key world.

“In realtà vorrei realizzare qualcosa di grande, un villaggio di Nomadi Digitali a lungo termine, con l’aiuto di incentivi statali, questo per ampliare la conoscenza della nostra Italia, far conoscere quanto più le nostre tradizioni associandole sempre alla cultura che abbiamo del cibo, che è sicuramente un incastro perfetto.”

Siamo soliti pensare sempre di più al partire per lavorare in co-working, andando in paesi tropicali, al caldo, lavorare in costume, facendo pausa pranzo tra una surfata e una bella nuotata, chi non ha fatto un pensiero simile almeno una volta nella vita mente a se stesso, ma c’è chi vuole fare il nomade digitale proprio in Italia, proprio nello stesso paese da cui noi a volte vogliamo fuggire, ed è proprio questo che il nostro giovane nomade Federico ha voglia di creare, realizzare dei co-living in Italia con l’aiuto dello Stato e se pensiamo che in tutto il mondo ci sono oltre 35.000.000 di persone che si definiscono nomadi digitali di varie nazionalità e se la comunità globale dei nomadi digitali fosse un Paese, si classificherebbe al 41° posto per numero di abitanti, subito dopo il Canada, allora il progetto di Federico sarebbe perfetto per questo nostro paese.






Facebook Twitter Rss