


VITERBO – Una casa popolare può restare vuota anche quando c’è una graduatoria da scorrere: basta un impianto fuori norma, un ascensore da sistemare o una caldaia da sostituire perché l’alloggio non sia pronto per essere assegnato. In provincia di Viterbo sono 191 le abitazioni individuate per il primo intervento di recupero del patrimonio pubblico. Una settantina si trova nel capoluogo, le altre nei Comuni della Tuscia.

A riferire il dato è stato il deputato Mauro Rotelli, durante una conferenza stampa sul piano casa del Governo. «Gli alloggi individuati sono 250, ma quelli che potrebbero essere interessati da questo primo intervento sono 191: una settantina nel capoluogo e gli altri distribuiti nei Comuni della provincia», ha spiegato. La stima per il territorio è di circa 20mila euro per abitazione, contro una media nazionale di circa 31mila.

Il primo bando dovrebbe essere gestito da Invimit e, secondo Rotelli, uscire entro ottobre o al massimo a novembre. Il Governo ha stanziato 700 milioni di euro per questa fase, all’interno di un investimento complessivo da un miliardo e 400 milioni.
Sul recupero degli alloggi si innestano anche le risorse della Regione Lazio. Il consigliere regionale Daniele Sabatini ha riferito che alla provincia di Viterbo spetterà un milione e 350mila euro, nell’ambito dei 7 milioni stanziati per la manutenzione. I lavori dovrebbero riguardare 60 abitazioni: 40 a Viterbo e 20 nel resto della provincia, da rimettere a disposizione delle graduatorie. «Non è sufficiente costruire: gli edifici realizzati negli anni Sessanta e Settanta, dopo cinquant’anni, necessitano di interventi», ha detto Sabatini.
La dimensione sociale della casa è stata al centro anche dell’intervento di Giulio Menegalli Zelli, che ha ricordato i progetti Housing First finanziati dal Pnrr. «Anche nella nostra provincia sono state realizzate alcune strutture da parte dei Comuni e dei distretti. Stanno arrivando a compimento e daranno una risposta anche alle persone senza fissa dimora», ha spiegato. Zelli ha citato inoltre la coabitazione, con più persone che condividono un’abitazione e le spese, aiutandosi nella vita quotidiana.
Sul rapporto tra casa e territorio è intervenuta Antonella Sberna, richiamando il ruolo dei borghi: «La riqualificazione del patrimonio pubblico e la possibilità, seppur regolamentata, di favorire il turismo anche attraverso gli affitti brevi possono contribuire a rivitalizzare i borghi della nostra provincia».