


VITERBO – (MDL) Fase 2 ad andamento lento L'avvio della ripartenza a Viterbo ha avuto un doppio volto: da un lato ci sono state più persone in giro, a testimonianza della voglia di ritornare alla normalità, e dall'altro non tutti gli esercenti hanno rialzato le serrande. Nonostante la possibilità della vendita da asporto, poco meno della metà ha approfittato di questa opportunità. Qualcuno ha utilizzato il primo giorno di allentamento delle misure del lockdown per finire di sistemare i locali.
Gradualità e cautela anche sugli orari. C'è chi rimane aperto fino a poco dopo l'orario di pranzo e chi apre prima la mattina per preparare brioche e cappuccino a chi va a lavoro.
''Il primo giorno è stato improntato alla moderazione e al senso di responsabilità – commenta l'assessore alle attività produttive Alessia Mancini – Il vero test sarà con la ristorazione nel week-end. Per ora non ci sono state multe, né lamentele né avvertimenti''. Con la ripartenza è scattata, infatti, una nuova fase di controlli che sarà molto più dura e più rigida rispetto alla prima parte dell'emergenza. ''Se tutti rimaniamo nelle regole, possiamo lavorare tutti – avverte l'assessore Mancini – se qualcuno pensa di fare il furbo e trasgredisce, rischia di fare un danno economico più grave di quello che abbiamo già''.
Esercenti e commercianti per ora rispondono a dovere. C'è poi tutta una platea di attività che attende regole chiare per ripartire: dai negozi agli ambulanti passando per i parrucchieri.
Sulle attività commerciali quali per esempio l'abbigliamento non ci sono ancora regole chiare da seguire. ''Finché l'Istituto superiore di Sanità non ci dice come agire – aggiunge l'assessore - non siamo liberi di decidere. E questo vale tanto per i negozi quanto per gli ambulanti. Per quanto riguarda questi ultimi, al momento possono lavorare quelli su sede itinerante e i mercati alimentari settimanali. Per tutte le altre attività merceologiche dobbiamo avere i protocolli per riaprire''. Su parrucchieri e barbieri l'assessore, invece, va in pressing. ''Stiamo lavorando per cercare di farli riaprire prima possibile – dice – ci devono spiegare perché non possono farlo. Loro, come i dentisti, e più dei negozi, sarebbero in grado di sanificare e igienizzare strumenti e locali di lavoro evitando il contagio''.
Tornando al commercio ambulante, l'associazione di categoria ha chiesto di ritornare al Sacrario ma l'amministrazione comunale non farà passi indietro. ''In questo momento in cui il centro storico di Viterbo è ancor più piegato dal Covid – conclude l'assessore Mancini - non possiamo togliere 5 ore di parcheggio che potrebbero essere vitali. Significherebbe uccidere il centro storico''.