

di Domenico Savino
Primo giorno di scuola bagnato per la Viterbese. Alle 10 di questa mattina è iniziata ufficialmente l’avventura della squadra allenata da Massimiliano Farris. Il vento fresco di Circe e qualche goccia di pioggia hanno accompagnato i giocatori che alla spicciolata hanno raggiunto gli spogliatoi dello stadio Rocchi per le prime incombenze. Già nel pomeriggio il primo allenamento, una sgambata per risvegliare i muscoli dopo la pausa estiva e i primi test fisici. Farris è accompagnato dal preparatore dei portieri Patrizio Fimiani e dal preparatore atletico Cristiani Giovannini. Quest’ultimo si avvale della presenza di un altro preparatore Simone Di Serio.
Del gruppo ancora non fanno parte Matias Veganduzzo e Mattia Petricca, l’ex giocatore della Flaminia Civita Castellana che Farris stima molto. Entrambi arriveranno domani. Intanto è sorto qualche problema con Santi, il portiere classe ’92 confermato dalla società. Non si è presentato questa mattina al ritrovo con i compagni. Sirene di Lega Pro per lui: probabilmente si sta accordando con il Teramo (seconda divisione). La Viterbese dovrà cercarne un altro, si parla comunque di un giocatore di pari valore e della stessa età. Altro intoppo per Gianmarco Giuliacci: il centrocampista del Perugia vuole giocarsi le sue chances con i grifoni in prima divisione. Capitolo amichevoli: è saltata quella del 28 con la Nocerina, si gioca il 7 agosto con la Torrese, il 9 con il Pratola e l’11 con la primavera della Lazio (a Rivisondoli).
A metà mattinata il tecnico lombardo e i suo staff si sono intrattenuti con i giornalisti, per le prime impressioni: “Abbiamo alcuni ragazzi in prova – ha detto il trainer – e, anche se è antipatico parlare in questi termini, dobbiamo fare delle scelte per cercare i partire per Campo di Giove con 24 al massimo 25 giocatori. Si tratta di giocatori che conosco per la maggior parte, Gamboni, Pero Nullo, Vegnaduzzo, Petricca; sui portieri mi fido di Fimiani, sui giovani alcuni dovrò vederli più approfonditamente come Sansotta e Ciogli. Dobbiamo capire chi fa al caso nostro nel minor tempo possibile”.
Farris mantiene il profilo basso della società: “Mi ha fatto molto piacere ascoltare dai nostri giocatori l’entusiasmo di indossare la maglia della Viterbese – ha affermato – il programma resta identico: fare bene e ridare entusiasmo alla tifoseria, sappiamo che dobbiamo pagare lo scotto della fiducia degli anni passati, ma il calcio è questo”.
Poi il discorso si sposta sul tipo di lavoro da impostare per il ritiro: “Sarà una preparazione soft, per portare a regime i giocatori nel minor tempo possibile curando la forza, la resistenza e l’aspetto aerobico – ha sottolineato il tecnico milanese –. Lavoreremo con intensità su alcune situazioni tecniche e tattiche con la palla. Mi piacerebbe avere una squadra dall’atteggiamento propositivo: partiremo con la difesa a quattro e il centrocampo a tre, per la fase offensiva valuterò in base agli uomini. In questa preparazione sarà posta attenzione sull’aspetto psicologico, vorrei parlare con tutti i ragazzi, sentire cosa pensano per tirare fuori il meglio di loro”.