

di Giovanna Bianconi
In Italia la vendita online dei medicinali è vietata, ma negli ultimi anni è aumentata vertiginosamente. Più del 50% sono contraffatti, e il giro d’affari milionario va tutto a favore della criminalità organizzata.
Nell’articolo “Sì ai cibi che si alleano con la salute” del 21 febbraio scorso scrivevamo, a proposito degli integratori alimentari, che non è il caso di fidarsi dei preparati acquistabili on line su siti non sicuri, e che è meglio recarsi in farmacia o erboristeria.
Per quanto riguarda i farmaci, questo non è solo consigliabile, ma obbligatorio. Infatti in Italia, per tutelare la salute del consumatore, la legge ne vieta la vendita via internet. E questo nonostante la direttiva europea del 6 novembre 2011, che invece la autorizza.
Ma, come è d’uso nel nostro Paese, le leggi non vengono sempre rispettate. Molti, con l’illusione di risparmiare, si ostinano a comprare farmaci da siti non certificati. Da ciò il fiorire di farmacie virtuali, che promettono medicine ed integratori legali e non, senza prescrizione medica e, soprattutto, a buon prezzo. Infatti una pasticca di Viagra, il farmaco più venduto online, sul web costa 0,80 Euro contro i 12 dei canali ufficiali. C’è da chiedersi il perché.
Ogni farmaco è costituito da uno o più principi attivi, ovvero le molecole che agiscono sul sintomo o sulla malattia. Poi, per formulare il prodotto nel modo più appropriato ai fini dell’assunzione o dell’assorbimento, l’industria farmaceutica aggiunge eccipienti, edulcoranti, sostanze di rivestimento, ecc..
Quindi il componente fondamentale, com’è ovvio, è il principio attivo. Il problema con molti farmaci comprati on line è che, quando va bene, il principio attivo è virtuale come il sito da cui lo si compra. L’effetto terapeutico è quindi nullo e, a parte un possibile iniziale effetto placebo, i sintomi persisteranno o la malattia continuerà il suo corso.
Quando va male però sono davvero guai. La cronaca degli ultimi anni riporta casi di intossicazioni e avvelenamenti anche gravi causati da farmaci dall’origine non proprio tracciabile. Alcune volte ciò è dovuto ad uno scambio di sostanze, come per il recente caso della ventottenne deceduta in seguito all’ingestione di sorbitolo, scopertosi in realtà nitrito di sodio comprato su eBay. Altre volte i produttori per risparmiare utilizzano deliberatamente sostanze nocive, come nel caso del Viagra colorato con la vernice stradale. Per non parlare dei prodotti farmaceutici dai sicuri effetti dannosi, venduti senza alcuna limitazione. Uno dei tanti casi è quello della Sibutramina, un dimagrante dagli effetti collaterali davvero terribili.
Ma alcune responsabilità sono da attribuirsi al consumatore, che spesso ha un approccio piuttosto disinvolto rispetto ai potenziali effetti collaterali del farmaco che assume. Per non parlare dell’ effettiva necessità dello stesso, e del fatto che il principio attivo potrebbe non essere adatto alla patologia in questione o non perfettamente dosato per il caso specifico (quadro clinico generale, malattie pregresse o in corso, ecc.). Altra problematica seria poi è quella dell’interazione con altri farmaci assunti contemporaneamente (effetti di antagonismo, sinergia, tossicità cumulata, ecc.).
Insomma, bisognerebbe consultare il proprio medico di base o uno specialista prima di assumere qualsiasi farmaco. Ed è proprio questo il problema: il tipico consumatore di farmaci online, soprattutto se sono per l’impotenza sessuale, si limita al “fai da te”. Ed è qui che la malavita colpisce maggiormente, perché proprio chi proverebbe imbarazzo a rivolgersi al farmacista, al medico di base o in questo caso all’andrologo, paradossalmente si affida a degli sconosciuti dietro allo schermo del proprio pc. E’ il cliente ideale dell’organizzazione, colui che oltretutto in caso di problemi non farebbe nemmeno denuncia. Non è un caso che circa l’80% dei farmaci contraffatti sequestrati dai Nas riguardi proprio questa categoria farmacologica.
Ma per inquadrare la gravità del fenomeno è il caso di menzionare qualche dato dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg), Nucleo antisofisticazione dei Carabinieri (Nas) e LegitScript.
La vendita di farmaci contraffatti è in netta crescita in tutto il mondo. Secondo le stime, ogni 10 scatole di medicine vendute via internet, 1 è falsa. E non è solo una questione di etichettatura o di marchi blasonati, perché per oltre il 50% dei casi il prodotto non risulta conforme agli standard minimi di qualità. Ciò è dovuto anche al fatto che Paesi come Cina e India siano diventati esportatori di prodotti farmaceutici i cui princìpi attivi sono molto economici, ma spesso anche qualitativamente scadenti. Il fenomeno si aggrava in Russia, nel continente africano e nei paesi poveri in generale, che non possono permettersi cure di qualità.
In Italia da oltre 10 anni i militari dei Nas, i chimici dell’Aifa e gli esperti dell’Oms si occupano di farmaci contraffatti acquistati via web. Dai loro rapporti risulta che 1 Euro investito in un medicinale contraffatto fa guadagnare alla criminalità organizzata in media 2.500 Euro (la droga ne rende circa 16). Il giro d’affari negli ultimi 5 anni è aumentato di più di 10 volte. Non c’è da stupirsi quindi se il 69% degli articoli sequestrati sia costituito da farmaci ordinati online e spediti via posta.
Da circa un anno l’Aifa ha firmato un’intesa con LegiScript, l’organizzazione americana che dal 2007 si occupa di promuovere la sicurezza e la trasparenza delle farmacie online. Grazie alle sue indagini nel 2010 sono state chiuse circa 15.000 farmacie illegali. In Italia la collaborazione prevede una serie di azioni congiunte che hanno già portato alla chiusura di decine di farmacie.
Il procedimento è semplice quanto efficace: viene effettuata una verifica degli standard di qualità e sicurezza secondo le linee guida, i regolamenti e le leggi degli organismi internazionali (Boards of pharmacy, Food and drug administration, Drug Enforcement administration, ecc.). Se il sito viene dichiarato legittimato, si può fregiare del relativo sigillo di approvazione e continuare la vendita di farmaci e integratori. Ma se il controllo dovesse riscontrare delle infrazioni o negligenze, l’attività verrebbe dichiarata non legittimata, e quindi denunciata alle autorità competenti.
Ad oggi nel web sono attive circa 40.000 farmacie, di cui solo 222 (lo 0,6%) sono legittimate ad operare, mentre circa 38.700 (il 96,8%) sono state dichiarate non legittimate. Un panorama davvero desolante.
Ma come dicevamo pocanzi, anche i consumatori hanno le loro responsabilità: il 14% degli italiani ignorano che l’acquisto di medicinali online sia vietato per legge, a rischio di severe sanzioni amministrative e penali; il 72% dei medici di base sospetta che i propri pazienti abbiano assunto farmaci contraffatti e il 40% di essi ritiene che i propri pazienti acquistino regolarmente farmaci via Internet.
Allora come fare? Al 33% dei pazienti intervistati, che vede con favore la possibilità di comprare legalmente un farmaco via internet, e in generale a tutti gli internauti, che in tempi di crisi sarebbero felici di risparmiare qualcosina, diciamo di non disperare. E’ finalmente allo studio la costituzione di un dominio “.pharmacy”, da concedere alla prima rete di farmacie online autorizzata e certificata, che presto nascerà anche in Italia. Presto quanto non lo sappiamo, quindi non chiedetecelo. Ma
per ora solo un consiglio: andate in farmacia.