ANNO 16 n° 275
Fanciullo: ''Contenti delle scelte fatte, la nostra
ostinazione ha pagato''
Parla il vice allenatore della Ilco: ''Se battiamo la Luiss non ci fermano pił''
20/02/2013 - 11:39

VITERBO - Dice di sé che di mestiere fa il ''pendolare felice''. Passa, infatti, buona parte della settimana in macchina, in viaggio tra Viterbo e Guidonia, dividendo le sue giornate tra la ILCO Stella Azzurra e il settore giovanile Collefiorito, dove si occupa di oltre 200 ragazzini. E lo fa con entusiasmo e passione. Dopo una vita passata sui campi di basket a giocare da play a Guidonia e Monterotondo, tra serie D e C2, a 35 anni Umberto Fanciullo ha centrato l’obiettivo di allenare in un campionato nazionale: dall’estate scorsa, infatti, è l’assistente allenatore di coach Pierpaolo Pasqualini, insieme al quale guida la prima squadra in DNC.

La ILCO Stella Azzurra per lui non è stata solo una scelta professionale, ma soprattutto un’opportunità da cogliere al volo. ''Da giocatore – afferma Fanciullo – non ho mai militato in campionati nazionali, perciò ho deciso di puntare a questo traguardo con la carriera da allenatore. Ecco perché quando è arrivata la proposta di Pippo e della Stella Azzurra non c’ho pensato neanche un attimo e ho accettato subito''.

Una scelta che per Fanciullo comporta però qualche sacrificio. ''Ogni viaggio da casa a Viterbo e viceversa dura un’ora e mezza di macchina – spiega –, l’impegno è grande ma la società e l’allenatore sono sempre molto disponibili. E poi viaggiare serve a riflettere, a pensare, aiuta a scaricare l’adrenalina soprattutto dopo una partita''.

E ultimamente le sensazioni del post gara sono molto più che positive, visti i risultati che dall’inizio del 2013 la Stella sta portando a casa. ''Siamo molto contenti di come stanno andando le cose – afferma l’assistente allenatore stellino -, finalmente tutto sembra girare nel verso giusto. Ci siamo ripresi e la vittoria di domenica contro Cagliari ha sancito questa inversione di tendenza: all’andata la sconfitta in casa loro in Sardegna segnò il nostro punto più basso mentre la vittoria di oggi segna il punto più alto. Sono contento soprattutto che per riprenderci ci siamo comunque affidati allo stesso gruppo con cui eravamo partiti, con in più il solo innesto di Tomas Caula: convinti della bontà delle scelte fatte, l’ostinazione alla fine ha pagato''.

A Viterbo la chiamerebbero 'tigna'. ''E’ una bella sensazione essere riusciti a trasmettere alla squadra questa consapevolezza – aggiunge -, questo carattere e questa forza. Adesso siamo sempre i primi ad arrivare sulla palla, non molliamo mai e nel corso di un quarto siamo capaci di cambiare schema difensivo anche quattro o cinque volte. Merito soprattutto di Pippo, che ha plasmato la squadra a sua immagine e somiglianza: la qualità dei giocatori è fuori discussione, ma imprimere al gruppo il carattere giusto e la giusta intensità di gioco non sempre è facile. Ma che soddisfazione vedere Tommaso Rossetti che, dopo essersi sentito male, torna in campo regalandoci una prestazione come quella di domenica scorsa Per fare una cosa simile ci vuole un gran carattere e la Stella Azzurra ce l’ha''.

Fanciullo fa il vice di Pasqualini, ma non si sente 'il secondo'. ''Devo dire che trovo molto più spazio di quanto mi potessi aspettare all’inizio di questa avventura – confessa -, e anche quando mi è capitato di condurre da solo l’allenamento la squadra non mi ha mai visto come un ‘supplente’. Con Pippo ho un ottimo rapporto, mi sento più un co-allenatore che un assistente. Merito suo, che ti dà il 100% ma ti convince a fare altrettanto. Insieme a Simone (Di Serio, il preparatore atletico biancostellato, ndr) formiamo uno staff molto affiatato''.

Se per quanto riguarda le scelte tecniche si trovano sulla stessa lunghezza d’onda, a dividerli invece ci pensa la tecnologia: coach Pasqualini utilizza infatti una lavagnetta in legno per illustrare schemi e movimenti alla squadra, mentre il suo aiuto allenatore si diletta con l’ipad.

''In realtà anche questa è una scelta condivisa – rivela Fanciullo con un sorriso -. Quella lavagnetta gliel’ho regalata io: l’ho fatta fare apposta per il coach, è personalizzata col suo nome e con il logo della Stella Azzurra, ricrea fedelmente il PalaMalè. A me l’ipad serve invece per fare lo score e mostrarglielo in tempo reale: in questo la tecnologia aiuta e parecchio. E poi quando Pippo si arrabbia la lavagnetta può anche finire in terra, mentre con il tablet sarebbe più complicato''.

Praticamente due corpi e un’anima, quindi. Tre, se si conta anche Simone Di Serio. E con la squadra? ''Anche con i ragazzi il rapporto è strettissimo – spiega Umberto Fanciullo -. Credo che il salto di qualità in questo senso lo abbiamo fatto fuori dal campo, creando un gruppo vero, forte e coeso: cementare il legame non è stato facile, ma ci siamo riusciti. E quando quello che costruisci fuori lo porti sul parquet allora i risultati arrivano. La dimostrazione che l’amalgama è perfetta è stata l’arrivo di Tomas Caula, che ad inserirsi c’ha messo pochissimo, accolto nel migliore dei modi da tutti''.

Insomma, ora che le cose stanno andando nella giusta direzione, dove si pensa possa arrivare questa Stella? ''Credo che la partita di sabato prossimo con la Luiss potrà essere un crocevia – conclude Umberto Fanciullo -. Se li battiamo non ci ferma più nessuno. Ma non sarà comunque un’impresa facile: io ho il compito di visionare gli avversari, sono andato a vedere gli universitari e devo dire che sono in grande forma, corrono molto e stanno davvero benone. Però il risultato è aperto perché se noi giochiamo da Stella possiamo metterli in grande difficoltà. Se vinciamo con la Luiss accresciamo la consapevolezza di meritarci un posto in alto nei play off: una volta lì saremo una mina vagante per qualsiasi avversaria''.






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