

BASSANO ROMANO – (b.b.) Le avrebbe chiesto di toccare ''quelle chiappette d’oro'', mentre tentava di abbassarle i pantaloni e di baciare la giovanissima barista – poco più che 18enne – che da una manciata di giorni lavorava per lui all’interno di un locale a Bassano Romano.
Per questo il proprietario del bar è finito a processo di fronte al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei: deve rispondere di violenza sessuale e sfruttamento del lavoro.
I fatti risalirebbero all’agosto del 2017 quando, dopo numerose avances e commenti ''spinti e sessisti anche di fronte ai clienti'', l’uomo avrebbe tentato con la giovane un approccio sessuale.
''Ha messo la mano sui miei genitali, mi ha palpato il sedere, tentando di abbassarmi i pantaloni e ha cercato di baciarmi'' ha spiegato la giovane vittima, costituitasi parte civile con l’avvocato Domenico Gorziglia. ''Gli piacevo fisicamente, gli piaceva il mio lato B – ha proseguito – tanto che anche davanti ad avventori più grandi di me non mancava di sottolineare quanto fossi bella. Continuava a chiamarmi ''Chiappette d’oro''''.
Fino a quando, rimasti soli nel locale, la avrebbe avvicinata in uno stretto corridoio. ''Io l’ho respinto – ha spiegato la ragazza – e ho continuato a fare il mio lavoro''.
Pochi giorni dopo, poi, è arrivata la denuncia, datata 25 agosto 2017.
Assieme a lei, ieri mattina, sono sfilate in aula anche altre giovani dipendenti del bar: l’uomo, oltre che di violenza sessuale, è accusato di sfruttamento del lavoro.
''Non avevo un contratto – ha sottolineato una di loro – mi pagava mensilmente. Seicento euro per turni di lavoro pesantissimi. Dopo alcuni mesi ho mollato: era insopportabile''.
''La mia retribuzione era invece settimanale – le fa eco la collega – avrei dovuto prendere 150 euro ogni sette giorni, aumentati poi a 200 con l’aggiunta di ore di lavoro. Ma gli unici soldi che ho visto, sono quei 189 euro che ho preso dalla cassa dopo la mia ultima chiusura. Poi non sono più andata''.
Il processo a carico dell’uomo riprenderà a luglio.