

VITERBO – Arriva in provincia di Viterbo l’inchiesta della procura della Repubblica di Siena, coordinata dal pubblico ministero Aldo Nataliani, per truffa e frode in commercio, che ha portato al sequestro di oltre 30mila bottiglie di vino etichettato come Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Chianti, Sagrantino di Montefalco e altre Docg e Igt, ma risultate false e di scarsa qualità ai controlli fatti eseguire dal magistrato.
Questa mattina, i carabinieri hanno infatti perquisito 25 tra aziende agricole, centri di smistamento e punti vendita nelle province di Siena, Grosseto e Arezzo in Toscana, di Perugia in Umbria nonché una in provincia di Viterbo e un’altra a Genova, in Liguria.
Tra le aziende truffate ci sarebbe anche quella del cantante lirico Andrea Bocelli. Secondo quanto si è appreso, i truffatori avrebbero immesso nel mercato bottiglie con etichette contraffatte dell’azienda Bocelli a Lajatico (Pisa). Il realtà le bottiglie contenevano vino di scarsa qualità.
Le indagini, secondo quanto hanno spiegato i carabinieri di Siena, sono iniziate tre mesi fa, dopo le segnalazioni di alcuni consumatori. Secondo una prima ricostruzione, l'organizzazione acquistava il vino (sulla cui provenienza sono in corso verifiche), lo imbottigliava in centri in gran parte toscani e poi lo smerciava in piccoli punti vendita, grandi catene commerciali, prestigiose enoteche e attraverso i canali di vendita sul web.
Il centro di deposito e smistamento dell'organizzazione sarebbe stato individuato nel Grossetano. Attualmente gli indagati sono 6, ma l’inchiesta sarebbe ancora in una fase embrionale.