ANNO 16 n° 148
Falsi finanzieri in azione nella Tuscia, allarme truffe con la tecnica dello “spoofing”
La Guardia di Finanza segnala numerosi tentativi di raggiro ai danni dei cittadini: “Non consegnate denaro o valori a sconosciuti e verificate sempre le chiamate al numero 117”
28/05/2026 - 12:57

VITERBO - Negli ultimi giorni, continuano a susseguirsi chiamate al numero di pubblica utilità “117” e al centralino del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, da parte di cittadini residenti nella provincia di Viterbo, riguardanti numerosi tentativi di truffa perpetrate da sedicenti appartenenti al Corpo.

In particolare, i cittadini segnalano di essere stati precedentemente contattati telefonicamente da interlocutori che si spacciano per finanzieri che, per non meglio precisate ragioni di sicurezza, lì invitano alcune volte a presentarsi in giorni e orari prestabiliti presso il Comando della Guardia di Finanza e in altri a prendere tutti i preziosi e contanti in loro possesso per consegnarli, a breve, a qualche asseritamente dichiarato finanziere che passerà a ritirarli. I tentativi di truffa avvengono solitamente con una manipolazione dell’identificativo del chiamante denominato “spoofing” che fa apparire sul display del ricevente un numero diverso da quello reale che, come avvenuto in un recente caso, coincide perfettamente con il numero telefonico in uso alla Guardia di Finanza. Inoltre, in un altro episodio, una cittadina si è presentata presso questo Comando Provinciale, con l’intento di consegnare personalmente gli oggetti di valore raccolti a un fantomatico maresciallo che l’aveva contatta telefonicamente qualche tempo prima.

In questi casi, si corre il rischio di essere avvicinati e rapinati di tutti gli oggetti di valore in possesso. Si raccomanda alla cittadinanza di non fornire i dati personali di ogni genere a persone ignote per telefono o tramite indirizzi e-mail o p.e.c. e, prima di abbandonare l’abitazione, chiamare sempre la Guardia di Finanza tramite il numero di pubblica utilità “117” per avere la certezza se un soggetto che si qualifica come appartenente al Corpo sia effettivamente un finanziere. Si ribadisce, infine, che tali richieste non sono assolutamente una prassi in uso alla Guardia di Finanza.






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