ANNO 16 n° 272
Fallisce l'Olimpiade, si suicida il ct russo
30/08/2012 - 09:45

Il ct della nazionale femminile russa di pallavolo, Sergei Ovchinnikov, 43 anni, è stato trovato morto mercoledì mattina in una camera d'albergo a Parenzo, nel nord della Croazia. Lo ha annunciato il presidente della Federvolley, Alexander Yaremenko, spiegando: «Non conosciamo ancora i dettagli. Al momento posso solo confermare che è morto»,

LA DELUSIONE OLIMPICA - Secondo il quotidiano croato Jutarnji list conferma che diversi indizi lasciano pensare a un suicidio (sarebbe stato trovato impiccato nella sua stanza, al quarto piano). Ovchinnikov - che allenava anche la Dinamo Mosca, con cui si trovava in Croazia per la preparazione della stagione - era reduce dalla deludente prestazione delle russe alle Olimpiadi di Londra 2012: la nazionale di Mosca si era classificata soltanto quinta.

GLI AMICI «È TUTTO COSÌ STUPIDO» -Due colleghi di Ovchinnikov, Vladimir Alekno della nazionale maschile e l'amico Vladimir Kuzjutkin, hanno confermato che l'uomo era rimasto particolarmente avvilito dal risultato olimpico. E Kuzjutkin ha lasciato intendere che il suicidio è più che probabile: «Tutto questo è così stupido. Era il mio amico, il mio collega. Nessuno ha mai detto qualcosa contro di lui. All'inferno il risultato olimpico...». Alekno, che era a Londra con Ovchinnikov, ha aggiunto: «Avevo visto la sua reazione dopo la sconfitta con il Brasile (ai quarti, le sudamericane poi vinsero l'oro, ndr). La prese in modo molto personale: era severo con se stesso e probabilmente si era attribuito la colpa per non aver vinto quella partita».

corriere.it






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