

di Andrea Stefano Marini Balestra
CANINO - Prima furono gli ambientalisti che si scagliarono contro la storica cartiera di Canino, loc. Pontesodo, ritenuta responsabile di danni ambientali, adesso la giustizia penale che ha mandato a processo il suo ex amministratore delegato per una serie di reati previsti dalla legge sul fallimento.
Accadde infatti che nel 2015 l’azienda cartaria di Canino sulle sponde del Marta, portò i suoi libri in Tribunale ormai sopraffatta da debiti ingenti e per i quali i creditori avevano avviato azioni esecutive. In particolare, erano state staggite in un pignoramento mobiliare ben 900 balle di carta per un ingente valore (circa 45mila euro), ma di questo compendio, di cui era stato nominato custode il responsabile della azienda, oggi sotto processo, nulla è stato trovato al momento dell’inventario curato dal curatore fallimentare dr.Giancarlo Puri
Lo stesso curatore fallimentare, ascoltato come testimone dell’accusa portata dalla pm Chiara Capezzuto, che ha anche contestato all’imputato la mancanza di regolare tenuta dei registri obbligatori, ha precisato che il crak dell’azienda, ormai decotta sin dal 2013, era frutto di affari andati male e da insolvenza di alcuni clienti, ma soprattutto per difetto di oculatezza nella gestione da parte degli amministratori, tuttavia in parte giustificata dal momento economico poco felice in quegli anni per le aziende cartarie.
Una ex dipendente, anch’essa ascoltata come teste, ha sminuito il valore delle balle di carta mancanti, definendole roba da scarto proveniente dalla “differenziata” di comuni limitrofi, quindi, non carta utile, ma solo materiale da macero.
Il processo, in Tribunale, prosegue in autunno per fine prova e discussione (ud.4.ottobre)