ANNO 16 n° 275
Falco lanario, la Tuscia diventa un punto di riferimento nazionale per la conservazione della specie
Si chiude dopo sei anni il progetto Life Lanner: 2,5 milioni di euro investiti nella tutela del rapace. Al CRAS di Caprarola il primo centro pubblico italiano ad aver ottenuto la riproduzione della specie
01/10/2026 - 16:07

VITERBO – Sei anni di ricerca, monitoraggio e interventi sul territorio per contrastare la diminuzione della natalità del Falco lanario, uno dei rapaci più rari d'Europa. Si è concluso il progetto Life Lanner (LIFE18 NAT/IT/000720), iniziativa avviata nel 2020 e terminata nel 2026 che ha visto la Tuscia al centro di un programma di conservazione considerato di rilievo nazionale.

L'obiettivo principale del progetto è stato contrastare la grave contrazione della natalità della specie, che nel Lazio non disponeva più di coppie nidificanti stabili. A coordinare l'iniziativa, in qualità di capofila, è stato l'Ente Monti Cimini – Riserva Naturale Regionale Lago di Vico, insieme alla Provincia di Viterbo, organizzatrice degli eventi conclusivi, alla Regione Lazio, all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, a e-distribuzione, Ornis Italica e BirdLife Malta. Il progetto ha inoltre beneficiato del patrocinio di ISPRA e del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Tra i risultati indicati come più significativi c'è l'avvio, presso il CRAS dell'Ente Monti Cimini a Caprarola, del primo centro pubblico in Italia ad aver ottenuto con successo la riproduzione del Falco lanario. I giovani esemplari sono stati allevati e accompagnati progressivamente all'involo, per poi stabilirsi in diverse aree del Lazio e del territorio nazionale.

Due giornate tra ricerca e attività sul campo

La conclusione del progetto è stata accompagnata da una due giorni di incontri e visite sul territorio. Martedì 29 settembre, all'Università della Tuscia, si è svolto il convegno “Risultati e prospettive per la conservazione del falco lanario in Italia”. All'incontro sono intervenuti, tra gli altri, il direttore del dipartimento DAFNE Alvaro Marucci, in rappresentanza della rettrice Tiziana Laureti, il consigliere regionale Daniele Sabatini, il presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli e i vertici dell'Ente Monti Cimini, Alessandro Pontuale ed Eugenio Maria Monaco.

Durante la giornata sono stati presentati i risultati delle attività condotte dai partner del progetto, con approfondimenti dedicati alla riproduzione, alla genetica, al monitoraggio attraverso GPS, alla gestione degli habitat e alla cooperazione nell'area mediterranea.

Il pomeriggio è stato dedicato agli interventi dei componenti del Comitato Scientifico e a una tavola rotonda con alcune delle principali organizzazioni ornitologiche e ambientaliste nazionali, tra cui LIPU, WWF Italia, SROPU e GTR, incentrata sulle prospettive future per la conservazione della specie.

Mercoledì 30 settembre si è invece svolta una visita guidata sul campo. In mattinata i partecipanti hanno visitato le voliere riproduttive e la nursery del CRAS dell'Ente Monti Cimini a Caprarola. Nel pomeriggio l'attenzione si è spostata al Parco Naturale Regionale Marturanum di Barbarano Romano, dove sono state illustrate le attività realizzate nell'ambito del progetto, dalla torretta di rilascio ai pascoli decespugliati, fino ai fontanili ristrutturati e agli interventi di isolamento delle linee elettriche.

«Un lavoro monumentale durato sei anni»

«Grazie a Life Lanner – ha dichiarato il presidente dell'Ente Monti Cimini Alessandro Pontuale – il Falco lanario, specie che era e resta a rischio estinzione, ora con questo progetto potrà nel medio e lungo periodo abbandonare tale status».

Pontuale ha evidenziato la collaborazione tra gli enti pubblici e i soggetti privati coinvolti, definendo il progetto un esempio di cooperazione e di utilizzo dei fondi comunitari. «Donne, uomini, specialisti, uomini delle Istituzioni, volontari – ha aggiunto – che per 6 anni hanno svolto un lavoro “monumentale”, con passione ed elevate competenza, volto a scongiurare la perdita di un patrimonio naturalistico del nostro territorio».

Il direttore dell'Ente Monti Cimini Eugenio Maria Monaco ha sottolineato invece la dimensione economica e scientifica dell'iniziativa. «Il progetto Life Lanner, nel quale sono stati investiti 2,5 milioni di euro, si è svolto interamente nella provincia di Viterbo e rappresenta un'eccellenza dal punto di vista degli esperti coinvolti e dei risultati raggiunti», ha dichiarato.

Secondo Monaco, il percorso ha permesso inoltre di definire linee guida applicabili a livello nazionale, mettendo a disposizione competenze che potranno essere ulteriormente sviluppate attraverso la collaborazione con l'Università e il supporto della Regione Lazio.

La conclusione di Life Lanner lascia quindi sul territorio una rete di strutture, competenze e strumenti dedicati alla conservazione del Falco lanario, con la Tuscia al centro delle attività di ricerca e riproduzione della specie.






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