ANNO 16 n° 271
Facchini di Santa Rosa: prove di portata tra avvicendamenti e addii
Ieri č iniziata la tre giorni per selezionare la ''squadra'' per il trasporto del 3 settembre
01/07/2022 - 07:39

di Max Vismara

VITERBO - Ieri sera nella chiesa della Pace con il rito delle prove di portata è iniziato il lungo cammino che porterà Gloria a sfilare per le strade di Viterbo la sera del tre settembre.

Sotto gli occhi vigili del presidente del sodalizio Massimo Mecarini e del capofacchino Sandro Rossi, decine di facchini dopo due anni di stop si sono cimentati con la tradizionale prova di portata della “cassetta” da 150 chilogrammi, che dopo il fermo determinato dalla pandemia, è ritornata a ripercorrere i canonici tre giri sulle spalle dei cavalieri di santa Rosa. Una prova che negli anni, da conditio sine qua non per poter indossare la divisa bianca, è divenuta anche una parte importante per quanto riguarda l'aspetto folkloristico del trasporto. Infatti, da qualche anno le prove sono aperte al pubblico che si assiepa numeroso dietro la transenna per poter ammirare parenti e amici mentre si cimentano con la cassetta.

Veterani e aspiranti

Tre giorni di prove di cui solo il primo è dedicato ai veterani del trasporto, per loro la prova di portata è un riconfermare di fronte alla commissione le capacità che gli hanno permesso di diventare facchini, ovviamente non si può dire la stessa cosa per i due giorni restanti, questi infatti sono dedicati ai “giovani” che vogliono diventare facchini, per loro la prova di portata è solo il primo ostacolo sulla lunga strada che porta fino al “sollevate e fermi.”

Addii alle armi e avvicendamenti

Non solo un modo per riaffermare le proprie capacità ma anche un momento di aggregazione per i facchini di santa rosa, per rivedere i compagni di fatica e a volte per salutarli, infatti tradizionalmente le prove sono anche il momento in cui i facchini che decidono di andare in “pensione” prendono il microfono è salutano i compagni di tanti sollevate e fermi, quest’ anno ad appendere il ciuffo al chiodo Roberto Ceccariglia che con ben 36 trasporti sulle spalle ieri sera ha salutato suoi amici prima di andarsene.

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''Sono orgoglioso di essere stato un facchino e di essere un vostro compagno - ha detto con voce commossa il facchino - ma per me è ora di lasciare, torno dall’altra parte della transenna per vedere la macchina, largo ai giovani''

Un onore che si tramanda di padre in figlio.

Portare la macchina di santa Rosa è un compito che molto spesso passa di padre in figlio, non è raro infatti vedere genitori che accompagnano i propri figli a fare la prova una volta che questi hanno l’età giusta per farla.

Un esempio lampante può essere Danilo Lucarini che dopo tanti anni di trasporti sulle spalle ha lasciato il suo posto al figlio Simone, ieri nella chiesa della pace oltre a lui e al figlio c’era anche il nipotino di sei mesi Mattia che, forse un giorno continuerà la tradizione familiare prendendo posto sotto la macchina.

Ospiti illustri

Ogni anno sono molti gli ospiti che presenziano alle prove, ieri pomeriggio seduti al banco della commissione. Tra il capofacchino Rossi e il presidente Mecarini si sono avvicendati vari ospiti: Il presidente della provincia Alessandro Romoli, il prefetto di Viterbo Antonio Cananà e naturalmente la neo eletta sindaca Chiara Frontini che per l’occasione ha indossato un foulard con i colori del sodalizio.

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