

SUTRI – (mdl) ''Un gentiluomo, una persona d’altri tempi. La notizia della sua morte ci ha colpiti così profondamente come se fosse stato uno di famiglia''. Riesce a trattenere l’emozione la signora Alessandra della Sfera d’Oro di Sutri per la scomparsa di Fabrizio Frizzi. Il conduttore tv qui era di casa.
Lo conoscevano da quando era bambino e veniva a mangiare al ristorante con i nonni. Alessandra non fa fatica a descrivere l’uomo, prima che il personaggio pubblico, ma nelle parole c’è una sorta ''riverenza'' e di rispetto per chi, come Fabrizio Frizzi, teneva alla sua riservatezza. Il racconto di Alessandra, quindi, è delicato e in punta di piedi. ''Era una persona squisita, parlava con tutti allo stesso modo, con la stessa allegria: dalla signora che sta in cucina ai ragazzi che servono a tavoli. Una persona umile e disponibile. Il successo non lo aveva cambiato, era rimasto come l’abbiamo conosciuto''.
Alessandra ricorda ancora con affetto e stupore quando Fabrizio Frizzi è venuto a Sutri e le ha presentato la figlia dicendo alla piccola: ''Queste sono le persone dove ho sempre mangiato con i miei genitori''. ''Ci ha presentato alla bambina come chissà quali personaggi fossimo – racconta la signora Alessandra – mentre lui non era cambiato mai''.
A confermare la disponibilità, la generosità, lo stile del personaggio al centro della scena ma sempre discreto, sono anche altri aneddoti. ''Non ha mai negato un autografo e una foto a nessuno. Era accogliente e disponibile con chiunque gli si avvicinasse anche se stava pranzando con la famiglia o con il fratello. Era una persona per bene''.
Fabrizio Frizzi è passato per Sutri l’ultima volta qualche mese fa, qualche giorno antecedente al primo malore che a ottobre lo ha costretto a in ospedale. ''Era il Fabrizio di sempre, sorridente, allegro – continua la signora Alessandra – quando stamattina dalla tv molto presto abbiamo appreso della notizia della morte, siamo rimasti senza parole. Non siamo riusciti neanche a contattare il fratello per il dispiacere che abbiamo provato. Lo ricorderemo sempre per il suo modo garbato di essere, per il sorriso e l’allegria che sapeva trasmetterci sempre''.