ANNO 16 n° 273
Fabrica di Roma, aperta un'inchiesta sull'immobile confiscato
Scarnati nel mirino della Procura
09/09/2017 - 09:46

FABRICA DI ROMA - Una discarica a cielo aperto, nella Tuscia, ha richiamato l'attenzione di molti. Nel 2015, l'immobile a uso alberghiero di via della ferrovia, fu assegnato al comune a seguito di una confisca. Ma, da quel momento, i lavori non sono mai stati completati e non è mai stato registrato, effettivamente, come albergo.

La struttura, negli anni, è rimasta in completo stato di abbandono da quando, la direzione investigativa antimafia, lo confiscò. Il primo proprietario, un imprenditore romano, diventò famoso per la maxi confisca da 120 milioni di euro visti gli altri possedimenti sparsi nella regione Lazio e i suoi legami con la 'ndrangheta.

Il nuovo proprietario, il comune di Fabrica di Roma, a nome del sindaco Mario Scarnati, chiese di trasformarlo in casa di riposo calcolando un costo che si aggira intorno ai 3 milioni di euro. Eppure, dopo i calcoli e il progetto, è tornato tutto nel silenzio più totale fino all'accusa di turbativa d'asta: la magistratura ha preso visione del bando per la realizzazione della casa di riposo. Sindaco, geometra, tecnico ed architetto, infatti, sono finiti nel mirino della procura e si è aperta un'inchiesta sull'immobile stesso.






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