

VITERBO – “Sono di Soriano e voglio bene al mio paese. Figuriamoci se ho intenzione di intossicare i miei concittadini”. A parlare è il sindaco del paese cimino, Fabio Menicacci, raggiunto telefonicamente nel pomeriggio di ieri, per chiedere lumi sulla Centrale a biogas da realizzarsi in località Bucone, nella frazione di Sant’Eutizio.
Per il primo cittadino, in particolare, le polemiche che in questi giorni si stanno susseguendo sono da ricondurre ad una mera questione politica che ha avuto il vantaggio di ricompattare tutte le minoranze.
“Ci tengo a chiarire una volta per tutte che l’amministrazione non ha deciso un bel niente, ma ha semplicemente approvato una manifestazione di interesse per la Centrale a biogas. Non abbiamo ancora un partner finanziario e non è detto che, nel caso si presentasse, sia disposto ad accettare le nostre condizioni”.
Certo, l’affaire è appetibile, ed “è difficile pensare che un progetto che prevede la realizzazione di una Centrale del costo di diversi milioni di euro (circa 10) non sia ‘un boccone appetitoso’ per più di una impresa, anche al di là dei confini nazionali”, commenta all’indirizzo del sindaco il Comitato Nobiogas per la difesa del territorio.
La questione è spinosa. “Non sono un politicante ma resto convinto che in politica la coerenza sia fondamentale”, ha detto Menicacci, aggiungendo: “E’ diverso tempo che il progetto è oggetto di discussione; l’argomento vè stato affrontato persino durante un’assemblea pubblica. Adesso la minoranza fa finta di cadere dalle nuvole quando, in realtà, aveva sposato l’idea”, il sindaco lo sottolinea a chiare lettere: “Il Partito democratico era favorevole alla Centrale a biogas e, per dirla tutta, anche a quella a biomasse. Anche la sezione locale Legambiente, in principio nostro consulente tecnico-scentifico ha fatto dietrofront. Forse per paura”.
Il circolo del Partito democratico, in particolare, giusto ieri ha inviato una nota all’indirizzo della nostra redazione per “manifestare il suo dissenso – si legge nel comunicato a firma del segretario Massimo Boccialoni - e ribadire con forza il proprio ‘no’ all’impianto biogas (il comunicato è pubblicato nel box sotto per intero, ndr)”.
Quando lo abbiamo chiamato, Menicacci era già al corrente del documento. “Capisco i timori ma non si può affrontare un argomento delicato, qual è la questione ambientale, limitandosi a carpire informazioni da Internet su siti non attendibili; questa è malainformazione. Ripeto, la giunta non ha preso alcuna decisione, e io stesso prima di parlare attendo l’esito di ulteriori relazioni. Proprio per questo posso già anticipare che, entro la metà di settembre, costituiremo la Consulta ambientale”.
Per quanto riguarda poi la scelta del sito, il sindaco spiega che, in realtà, “l’area era già stata individuata dalle vecchie amministrazioni per realizzare un impianto di compostaggio, che è certamente più inquinante del biogas”. In ogni caso “secondo il parere di periti competenti sentiti fino ad ora, il sito presenta tutte le caratteristiche per la realizzazione di una Centrale a biogas: l’abitazione più vicina si trova a quattrocento metri e costituirebbe un’opportunità di bonifica per l’intera zona, visto che vi insistono la bellezza di sedici cave dismesse. Proprio oggi (ieri per i lettori, ndr) ho avuto notizia che la Regione provvederà al risanamento delle cave”. Sull’indizione di una consultazione popolare da parte del Pd, Menicacci in conclusione dice: “Il referendum è un diritto e, se si farà, accetteremo la decisione dei cittadini, qualsiasi essa sia”.