ANNO 16 n° 275
Fabi, il viterbese Paolo Capotosti al XX congresso nazionale
Serena
14/03/2014 - 14:41
di Serena D'Ascanio

Un nuovo modello di banca, una piattaforma incentrata su un aumento di ricavi e di conseguenza un aumento dei posti di lavoro, almeno 20mila, un modello che sia più vicino alle famiglie e alle imprese. Questo uno dei punti basilari del XX congresso nazionale del Fabi, la federazione autonoma bancari italiani, che si è svolta a Roma ieri, giovedì 13 marzo. l congresso è iniziato lunedì 10 con l’apertura della relazione da parte del segretario generale Fabi Lando Maria Sileoni e gli interventi dei personaggi più autorevoli del settore bancario, Antonio Patuelli presidente Fabi, Alessandro Azzi presidente Federcasse, Marcio Monzane coordinatore Uni-financee, Carlo Messina consigliere delegato Gruppo Intesa Sanpaolo, Matteo Arpe presidente e Ad della Sator Spa. Si concluderà il 14 marzo con le elezioni del direttivo sindacale.

All'incontro di ieri ha partecipato anche il dirigente nazionale Fabi Viterbo Paolo Capotosti, il quale ha ringraziato i colleghi di Viterbo per la collaborazione che ha portato ad avere quasi 1000 iscritti su 1200 addetti a Viterbo e provincia. Capotosti ha ringraziato lo staff della Fabi tv web per il servizio che effettua di giorno in giorno a favore degli iscritti. Il suo punto focale ha riguardato come l’Abi (associazione bancaria italiana) pur parlando di innovazione nel contratto, non ha affatto le idee chiare in quanto rappresentata da banche tanto diverse da avere spesso idee contrastanti. Parla di ulteriori 24mila nuovi esuberi, mentre la Fabi, con questo progetto innovativo di banca, che 'ruba' lavori e mestieri in particolare di consulenza è convinta di poter accedere a nuove assunzioni nei prossimi 3 anni per almeno 20mila unità.

 “La maggior parte delle sofferenze bancarie - ha affermato Capotosti - sono state causate dal management che guadagna fior di milioni e vuole scaricarne la responsabilità sul personale. I manager e i dirigenti usano menare disgrazie con personale e organizzazioni sindacali per poi cantare rassicurazioni con cittadini e stampa.”

“Voglio raccontare a tutti voi due storie affascinanti, - ha invece esordito il segretario generale Lando Maria Sileoni - la prima è quella della nostra organizzazione e la seconda è quella del Mose (modulo sperimentale elettromeccanico) di Venezia, è il sistema di difesa di Venezia e delle acque alte, in grado di isolare la laguna di Venezia dal Mar Adriatico durante l’alta marea, con l’intento di preservare il patrimonio storico della città più affascinante del Mondo, serve per difenderla ma anche per darle un futuro ed è esattamente quello che abbiamo fatto in questi sette anni alla Fabi.”

Esattamente quattro anni prima al Congresso Fabi 2010, erano stati presi degli impegni che si possono idealmente rappresentare come le dighe nel sistema Mose e che sono stati tutti rispettati.

Sileoni, il numero uno della Fabi, nel 2010 parlò di: una stabilità politica ed economica per garantire dei risultati e così è stato; rivendicò la necessità di un ritrovato senso di appartenenza che era andato perduto, di far crescere la conoscenza e la cultura sindacale di ogni dirigente attraverso le iniziative sindacali di spessore e così è stato; necessità di un gioco di squadra indispensabile per guidare l’organizzazione e così è stato; centralità e meritocrazia nella sezione del gruppo dirigente che ha guidato la Fabi nei quattro anni e così è stato; una crescita a livello di visibilità e di iscritti e così è stato; necessità di creare un fondo emergenziale per i lavoratori licenziati che non avevano i requisiti per accedere a fondi esuberi e così è stato; di difendere il voto capitario nelle banche popolari e così è stato; necessità di una nuova convenzione sulle libertà sindacali che premiasse la rappresentatività e che ponesse fine ai permessi sindacali a pioggia per organizzatori minori e così è stato; necessità di chiarezza e trasparenza nei confronti dei lavoratori e così è stato; necessità di un sindacato riformista che si adattasse alla realtà ed esigenze del momento uscendo dai rituali tradizionali e così è stato; necessità di rafforzare la contrattazione aziendale senza togliere spazio a quella nazionale e così è stato grazie al lavoro svolto dal Comitato Direttivo Centrale che ha svolto sempre un’importante opera di equilibrio tra coordinamenti e strutture provinciali; necessità di confermare i migliori dirigenti nei fondi pensione e così è stato; necessità di difendere i fondi esuberi e così è stato. Durante l'assemblea pomeridiana il segretario generale ribadisce uno ad uno tutti i punti cui si era proposto di mantenere dal 2010 ad oggi, consapevole e fiero di aver adempiuto alle promesse fatte, viene infatti acclamato e osannato da tutti i partecipanti al congresso con una standing ovation.

Con i suoi oltre centomila iscritti, i suoi quasi seimila dirigenti e le sue novantasette sedi territoriali, la Fabi è il sindacato bancario più rappresentativo in Italia.

Votazioni del 14 Marzo:

Presentata dal sindacato di Viterbo Isernia Campobasso chiedendo e ottenendo appoggio della segreteria nazionale per la risoluzione del problema lavoratori cassaintegrati esattorie, mozione approvata all'unanimità.

Facebook Twitter Rss