ANNO 16 n° 301
Extended, Short o “Blended”? Giochiamo con la durata degli spot pubblicitari!
Rubrica 'Pubblicittà' a cura di Elsa Berardi
Elsa
28/10/2026 - 19:15
di Elsa Berardi

VITERBO - Oggi ci divertiamo in una pozione di eco e ancoraggi, fedeli come non mai alla storica volontà di sorprendere: il barbatrucco emozionale dello spot pubblicitario, nonché il mantello d’oro che lo fa brillare. Ricordi, sentimenti, parentesi di mondo stanno limando lo speed contenutistico del 2026, senza rinunciare a introdurre novità e affabulare con indubbio fascino.

Tra una campaign che parla al cuore e due realizzazioni ugualmente feconde, la pubblicità nell’anno corrente pare essersi destreggiata tra sfide, comparti di intraprese in vorticosa ascesa e, molto raramente, accenni di miscommunication verso socialità, cura degli affetti e categorie sempre meno ignorate. Un’evoluzione storica della proiezione del brand, non per questo immunizzata dal nuovo rispetto a sostanziali disattenzioni.

Vediamo come, al mese di ottobre, uno spot di durata completa, un claim breve e incalzante e una rappresentazione creativa all’italiana si siano affacciati sul panorama crossmediale, restituendo idee di peculiari ambientazioni, suggestioni stilistiche variegate o semplicemente inedite immagini.

Una bellissima “extended version”: Enel al culmine delle sue connessioni (settembre 2026 – presente). Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=gyh-RnS80rU

Si accende, dallo schermo televisivo alla piattaforma web, una cronologia che diventa vita, eccellenza nella corsa per conoscere gli altri, elemento di interesse focale per Enel: l’azienda, proponendo una storia d’amore illuminata dai suoi servizi, circostanzia la prime immagini negli anni ’60, fino a uno sgargiante filone hippie e alla gravidanza di lei fuori dal “Cinema Odeon”. Il nome – di suo rinviante a epoche precedenti a quella descritta – accompagna, a mo’ di fil rouge, una gestazione della relazione d’amore fino a scortarla tra le macchine, nel calpestio dei passanti, nel rarefarsi dei suoni e dei colori.

Forse, questo spot ha il pregio di non focalizzare con dovizia una storia verosimile, lasciando molto all’immaginato (e all’immaginario); d’altra parte, il suo impatto potrebbe risultare meno coinvolgente di quanto annunciato.

Gli anni ’90 trasportano la famiglia nella stessa stagione piovosa, ma allo spassionato seguito della figlia: un negozio di videonoleggio, ombrelli uguali ma diversi, passanti – come di norma – dalla favella non pervenuta e… La stessa ragazza che presenta, nell’epoca dei nostri giorni, la nipotina ai nonni volenterosi.

Una ritrattistica del claim che sfuma le identità, non per questo volendole confondere o diluire. Positivo? Negativo? Tante promesse e altrettanto risultato? Sì, ma anche l’emozione di una lunga durata: 60 secondi in totale, con una colonna sonora psichedelica e trasognante. Tanti, forse molti rimandi alla realtà: dovremmo unirci di più, ma chi si ama sa essere lume.

McDonald’s comprime i tempi e introduce stimoli estetici (luglio 2026). Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=3JHr37pLarQ

Diciamoci la verità… Vent’anni fa ci saremmo meravigliati o infastiditi davanti al font di un aggettivo riempito di ingredienti alimentari? McDonald’s, forse, con un dinamismo grafico che sfora dalla normale stimolazione attentiva – sfondo molto chiaro, parole in rapida rassegna, un volto soddisfatto, solo 15 secondi – si aggrega al filone degli spot 'istantanei': poca narrazione, tanta compressione degli elementi aggiuntivi, umanità e movimenti corporei limati al massimo e, al loro posto, caratteri cubitali.

Pieni di panino inquadrato, ma anche di una portata emotiva molto diversa da quella offerta in un minuto. Non certo un messaggio dalle poche sfaccettature, che, tuttavia, non disegna un poliedro: non è statico, non è dinamico, non è fisso, ma vuole attrarre. Questa sembra esserne la nota distintiva: cromie con fascino internazionale, ma meno libertà rappresentativa e un fondale di velocità che permane.

Moment e lo spot di durata intermedia: un concept vicino a giovani e grandi (da ottobre 2026). Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=abp5SPpTWiQ

Un ragazzo simpatico e pimpante fa il dj, ma ha mal di testa: un rubinetto rosso a manovella, firma della comunicazione di Angelini Pharma per Moment, gli sovrasta la testa impedendogli di muoversi.

Il ritmo della serata pare non riprendere, finché il protagonista non estrae dalla sua tasca la soluzione di farmaco: grafiche convincenti, il rubinetto caratteristico e l’azione rinforzante di Moment fanno piazza pulita, su sfondo blu, di ogni forma di malessere, aiutando la festa a proseguire e il ragazzo a divertirsi in serenità.

Un claim mirato, riuscito, con un concept chiaro e semplice e in grado di unire le esigenze di self-care di più adulti e meno: accostando con vivacità la potenza della parola a quella della voice over, ci regala una parabola di immagini realistiche, pur sempre con inserti teatrali e figli di spassionata creatività.

Quale durata apprezzate di più? Lo spot che vi ha regalato più emozioni è short, extended o ibrida i due formati, tanto da fornire un bel “blend”? Tre modelli interattivi noti, mille girati ancora da realizzare: una 'call to action' ai creativi di domani... E un invito a comprendere l'oggi!






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