

VITERBO – Experience Etruria non è come lo yogurt, cioè non ha data di scadenza. A lunghissima conservazione, a lunghissimo respiro, o almeno è ciò che è lecito immaginare viste le notizie di cronaca. Mercoledì, per dire, a Roma nella sede di Eur spa, il progetto che ha come capofila i Comuni di Viterbo e Orvieto ha ricevuto un premio mica male. Il primo posto nella categoria e-Culture & Tourism (cioè cultura digitale e turismo) all’interno dell’eContent Award, il riconoscimento per i migliori contenuti e servizi informatici.
Ora, questo premio è la parte italiana di un meccanismo davvero globale, che coinvolge 170 Paesi del mondo e che si propone di promuovere la creatività e l’innovazione attraverso i nuovi media. Per Experience Etruria il gioco è stato facile: il progetto della Soprintendenza, dei Comuni di cui sopra (più altri quindici sparsi tra Lazio, Toscana e Umbria), con il consorzio universitario Cineca e il contributo della Fonazione Carivit, sembra essere fatto apposta. Il filmato di venti minuti – che unisce le immagini dei luoghi simbolo del popolo etrusco e la creatura digitale di Ati, ragazza etrusca – è un prodotto innovativo e comprensibile e intrigante e del resto aveva già conquistato il pubblico di Expo, quello giovane e quello più stagionato.
Ma se Expo è passato, la scia di Experience Etruria è destinata a proseguire. Dopo l’Eur, il viaggio successivo sarà a Bruxelles, a febbraio, per la presentazione di EE al cospetto del Parlamento europeo. Poi il tour si allungherà probabilmente nell’Accademie d’Italia di altri Paesi d’Europa. E non finisce qui, bisogna tornare ancora all’eContent Award, e alle sue ramificazioni mondiali. Il piazzamento viterbese-orvietano potrebbe aprire ulteriori scenari, e potrebbe portare Experience Etruria addirittura a Dubai, l’anno prossimo, dove si assegneranno i premi mondiali. ‘’Il nostro progetto potrebbe giocarsi le sue chances – dice la vicesindaco di Viterbo Luisa Ciambella, l’artefice di Experience Etruria sin dai suoi primi passi – o almeno così abbiamo ragione di credere dopo il riconoscimento italiano. Uno dei requisiti principali, l’internazionalità e la comprensibilità attraverso la lingua inglese, di sicuro ce lo abbiamo, e lo hanno riconosciuto tutti, in platee globali come Expo. Ora stiamo ragionando con il referente italiano di eContent, il professor Alfredo Ronchi, su quali margini di manovra ci siano. Non vogliamo muoverci a caso, ma in maniera ragionata’’.
Ciambella trova anche un altro spunto: ‘'Quando si è saputo che ci eravamo aggiudicati l’eContent, qualcuno mi ha chiesto quanti soldi avessimo vinto. Niente, perché non si vinceva nulla. Ma questo premio ci consente di promuovere il territorio degli etruschi attraverso i canali telematici del turismo, tour operator e piattaforme web. Insomma, potremmo avere un ritorno non indifferente in termini di visitatori, anche sul medio periodo, con benefici per tutta l’economia turistica della Tuscia, così come delle zone della Toscana e dell’Umbria abbracciate da Experience Etruria’’. Insomma, il viaggio di Ati continua: da Norchia a Castel d’Asso, passando per Bruxelles e magari per Dubai.