ANNO 16 n° 275
Ex terrorista condannato per maltrattamenti in famiglia
Parzialmente soddisfatta la parte offesa
09/06/2021 - 10:25

VITERBO - Il Collegio del Tribunale di Viterbo (pres.Dr.ssa Mattei), nonostante l’appassionata difesa dei suoi legali (avv.tti Picchiarelli e Paradiso) ha quindi condannato un ex terrorista dei NAP (nucleo armati proletari) oggi ultraottantenne per maltrattamenti in famiglia. L’uomo, dopo aver prima scontato ben 14 anni di carcere per i suoi trascorsi politicamente scorretti, si era accasato a Vetralla e messo su famiglia unendosi ad una donna di 35 più giovane. Ne nacque una figlia.

Ma la psiche dell’uomo, certamente non in ordine e neppure rieducata dalla lunga detenzione precedente, lo ha portato ad esercitare ogni forma di perversione nei confronti della giovane moglie, che finalmente, ricoverata in Ospedale nel 2014 per le conseguenze di un incidente vuotò il sacco e denunciò il marito per stalking, violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia. Dal che il rinvio a giudizio e l’odierno processo protrattosi per una lunga fase dibattimentale sino a ieri.

La lettura degli atti illustra un quadro inquietante del comportamento dell’uomo che era arrivato ad ordinare alla giovane moglie di unirsi sessualmente con amici e conoscenti anche per scopi terapeutici, sotto minaccia e clima di terrore non solo nei confronti della malcapitata ma anche dei suoi genitori che nel processo hanno testimoniato. Un inferno domestico quindi, alla faccia dei buoni sentimenti nei confronti delle donne e della loro parità di genere che i militanti della sinistra propongono.

Comunque all’uomo, che perduto il pelo, ma non il vizio della violenza e della sopraffazione gli sono stati affibbiati due e sei mesi di reclusioni, meno di quanti ne aveva chiesti il PM (4 anni e 8 mesi), perché prosciolto dall’accuso di violenza sessuale.

Parzialmente soddisfatta la parte offesa, costituitasi parte civile con il ministero della avv.ssa Cinzia Luperto.

Leggeremo poi le motivazioni della Sentenza ed il perchè il Collegio abbia ritenuto non violenza sessuale la costrizione della giovane a praticare sesso contro voglia gli amici dell’imputato.

Era voyeurismo dell’uomo o applicazione delle teorie del libero amore propalate dai NAP?

 






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