ANNO 16 n° 273
Ex sindaco comunista
dą lezioni d'opposizione
al capogruppo Pdl
07/11/2013 - 00:00

VITERBO – Potete usare tutta la fantasia di cui siete capaci, tanto non riuscireste mai a immaginare Peppone, il sindaco di Brescello, che indica a Don Camillo, parroco del medesimo paese, i ''punti deboli'' sui quali attaccare, con qualche seppur remota possibilità di successo, il Pci. Una situazione talmente inverosimile che non è venuta in mente nemmeno quel genio assoluto di Giovannino Guareschi, ''inventore'' appunto della saga di don Camillo e Peppone.

Ma a Civita Castellana, l'ex roccaforte della Falce & Martello, l'ex Stalingrado della Tuscia, l'ex cittadina rossa che più rossa non si poteva, è capitato che un simil-Peppone, ossia l’ultimo sindaco targato Pci-Pds, si sia messo a dare lezioni d’opposizione a colui che ha guidato, senza successo, le truppe del centrodestra civitonico alla conquista del municipio della quasi ex città della ceramica.

Il pratica, l'ex sindaco comunista è stato pizzicato mentre, documenti alla mano, istruiva il capo dell'opposizione su come mettere all'angolo la giunta guidata da Gianluca Angelelli. E lui avrebbe candidamente ammesso. ''Beh, che volete che vi dica – avrebbe risposto non senza imbarazzo a chi gli chiedeva conto della stravaganza delle sua iniziativa -, mi ha chiesto una cortesia e io…. Non ho saputo dirgli di no''.

Informato dell'accaduto, il neo segretario cittadino del Pd Antonio Zezza ha definito la faccenda una via di mezzo tra un film di fantascienza e uno comico. ''Per vedere questo film surreale – ha aggiunto Zezza - non è stato necessario andare al cinema, ma è stato sufficiente stazionare nel centro storico di Civita Castellana per gustare un ex politico nel ruolo di attore principale, che interpretava la parte del 'diavolo docente' e un consigliere comunale impegnato in quella dello 'scolaro all'acquasanta' che, s’impegna, s’impegna ma non riesce''.

Negli ambienti del centrosinistra si vociferava da tempo di un consigliere d’opposizione che si rivolgeva a un ex sindaco comunista per farsi dare ripetizioni d'amministrazione. E quanto appreso durante le lezioni, veniva poi usato come farina del suo sacco nelle sedute di consiglio comunale. Almeno nelle poche cui lo scolaro partecipava.

''A parte il fallimento delle lezioni, visto che al massimo lo scolaro è riuscito a recitare non più di mezza pagina del copione - aggiunge Zezza ,- una domanda ci sorge spontanea: come mai, un politico che si considera quasi infallibile, deve andare a lezione da un ex amministratore, che è stato suo avversario politico da sempre?. La risposta è semplice – sottolinea il segretario del Pd -, nonostante i 15 anni passati nel parlamentino locale, si è accorto di sapere poco o nulla dei temi che riguardano la vita politico-amministrativa cittadina. Le troppe assenze ingiustificate in consiglio comunale e la scarsa attenzione fanno anche di questi scherzi''.

Anche sull'ex sindaco, sebbene con ironia, Zezza spara a pallettoni: ''Tra poco sarà tempo di pagelle. Il professore cattocomunista, cattedratico in pensione e pensionato anche dalla politica, dovrà dare un voto al suo unico alunno. Ha confidato ad un amico che, nonostante gli sforzi compiuti, lo scolaro è ancora insufficiente in tutte le materie e va continuamente stimolato. Anzi, a volte minaccia di mandarlo anche dietro alla lavagna e di fargli ripetere le tabelline''. A meno che non sia l'alunno, visti gli scarsi risultati ottenuti, a cambiare insegnante.

E sì, nemmeno quel genio assoluto di Giovannino Guareschi avrebbe saputo immaginare cotanta trama. 






Facebook Twitter Rss