ANNO 16 n° 272
Ex fidanzato 28enne
in manette per violenza
Ferite al volto della donna,
calci e pugni al cognato
03/06/2016 - 11:27

TARQUINIA - Continuano anche nella Tuscia gli episodi di violenza sulle donne, maltrattamenti in famiglia e atti persecutori proprio mentre le cronache nazionali sono focalizzate sul problema a seguito della morte della 22enne romana data alle fiamme dall'ex fidanzato.

I Carabinieri di Tarquinia ieri nelle primissime ore del giorno hanno tratto in arresto un 28nne di origine romena residente a Tarquinia, già gravato da precedenti penali per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori nei confronti dell’ex fidanzata di 29 anni nonché tentato omicidio nei confronti del fratello della ex fidanzata.

I militari sono stati chiamati dai vicini a seguito delle urla che provenivano dall’abitazione e una volta giunti sul posto, oltre a constatare le ferite al volto della donna, hanno colto in flagranza l’arrestato mentre colpiva con calci e pugni in testa il fratello di 56 anni della donna che è stato quindi bloccato nella furia della violenza.

La donna e il fratello sono stati immediatamente soccorsi e trasportati presso l’ospedale di Viterbo dove, una volta medicati, sono stati giudicati rispettivamente guaribili in 4 e 30 giorni. Già in altre occasioni la donna era stata oggetto di maltrattamenti e atti persecutori da parte dell’uomo che non voleva rassegnarsi all’interruzione della loro relazione sentimentale.

Dopo le formalità di rito l’arrestato è stato condotto presso la casa circondariale di Civitavecchia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Purtroppo dall’inizio dell’anno sono già undici gli episodi di arresto solo da parte dei Carabinieri per violenza sulle donne, in tutti i casi si tratta di coniugi, ex coniugi o fidanzati che al termine delle rispettive relazioni non accettano di essere lasciati e iniziano a perseguitare le donne fino a giungere alla violenza fisica. Questo rappresenta solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che causa decine e decine di denunce di atti persecutori.






Facebook Twitter Rss