


di Simone Lupino
VITERBO - Un progetto di edilizia sociale per strappare al degrado l’ex convento-ospedale dei Santi Simeone e Giuda e conferirgli una nuova vita. L’edificio a ridosso delle mura, tra piazza Dante Alighieri e viale Raniero Capocci, dopo aver cessato ogni utilizzo a scopo sanitario da parte della Asl rientra oggi nella ''piena disponibilità della Regione Lazio''. Da anni il complesso non è accessibile ed è in stato di completo abbandono. Interdetta qualsiasi fruizione. Con il coinvolgimento dell’Ater si pensa ora a un intervento di rigenerazione urbana grazie ai finanziamenti messi a disposizione dal ''Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare''. Martedì scorso la scadenza dei termini per presentare la proposta preliminare.

Il convento rappresenta un pezzo di storia della città. Edificato nel XII secolo da monaci armeni, una presenza di cui resta traccia in alcune iscrizioni che andrebbero protette, ha visto susseguirsi al suo interno la presenza di diversi ordini religiosi: i Gesuiti, le terziarie francescane e infine le suore clarisse che vi rimasero fino al 1909, quando furono trasferite nel monastero di Santa Maria delle Grazie a Vitorchiano. In tempi più recenti il complesso venne aggregato all’Ospedale Grande degli infermi per ospitare i reparti di lungo degenza, fino al 1995. Qui si trovava fino al 2003 anche il centro trasfusionale. Poi l'oblio. Erbacce, incuria e saccheggiatori hanno fatto il resto. Un destino che non ha risparmiato neanche il grande chiostro all'interno.

Due anni fa per salvare il San Simeone si era mossa anche Italia nostra, lanciando un sos: ''L’edificio – spiegava l’associazione - si presenta con alcuni elementi che comprometterebbero la sicurezza e la conservazione del fabbricato e la pubblica incolumità. La presenza di piante infestanti su vari punti, e profonde crepe negli edifici non fanno ben sperare in un recupero dell’intero edificio. Più il tempo passa e più la possibilità di un suo recupero si allontana. L’edificio e le sue pertinenze necessitano di opere di consolidamento, recupero, restauro e di eliminazione di superfetazioni''.
La svolta però potrebbe essere arrivata. ''L’Ater della provincia di Viterbo - si legge in una delibera della giunta regionale - sta prevedendo la predisposizione di una proposta riguardante il restauro e risanamento conservativo del complesso immobiliare sito nel centro storico del Comune di Viterbo denominato San Simeone e Giuda; nel presupposto di attribuire all’edilizia sociale un ruolo prioritario, l’intervento in fase di studio prevede il recupero del complesso edilizio con lo scopo di ottenere una rifunzionalizzazione dello tesso compenetrando le esigenze di carattere residenziale con quelle sociali e assistenziali''.