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Evasione, nel 2022 a Viterbo recuperati solo 25 euro
E' la cifra erogata dallo Stato centrale al comune capoluogo. L'anno scorso sono stati 2.950
14/11/2023 - 07:11
Evasione, nel 2022 a Viterbo recuperati solo 25 euro
E' la cifra erogata dallo Stato centrale al comune capoluogo. L'anno scorso sono stati 2.950
Con un crollo abissale rispetto allo scorso anno, nel 2022 il Comune di Viterbo è riuscito a recuperare soltanto 25 euro dalla lotta all’evasione fiscale. Rimborso ottenuto dallo Stato centrale quale contributo per la partecipazione dei Comuni all'attività di collaborazione con l’Agenzia delle
Entrate per l'accertamento fiscale di contrasto all’evasione di Irpef, Ires, Iva, e imposte catastali. A riportare i dati, stilati su classifica dei capoluoghi italiani, è la Cgia di Mestre.
Viterbo è al 55esimo posto. Tra il capoluogo della Tuscia e il comune più virtuoso, ossia Genova, c'è una distanza siderale. Il capoluogo ligure per il 2022 ha infatti ricevuto un contributo di ben 863.459 euro, seguito da Milano (367.410) e Torino (162.672). Decisamente male per il capoluogo della Tuscia, il cui dato stride notevolmente rispetto ad altre città importanti, non meno di altri Comuni italiani che non hanno portato a casa
nemmeno un euro, come Latina e Rieti.
'Motivo imputabile - riporta in una nota la Cgia - alle difficoltà tecniche richieste per avviare la procedura, e dal personale poco formato per espletarla; per la mancanza di un’attività formativa mirata e continuativa che dovrebbe essere tenuta proprio dall’amministrazione finanziaria e che per via di piante organiche ridotte all'osso, per molti sindaci è impossibile mantenere'. Insomma, un vero e proprio lavoro di sentinella sul territorio che è difficile da gestire e mantenere. Resta il fatto che in molti Comuni capoluogo manca in parte o del tutto una vera e propria 'segnalazione qualificata' su diversi ambiti di intervento che riguardano il commercio e le professioni (soggetti che, pur svolgendo un’attività di impresa, siano privi di partita Iva); le proprietà edilizie e il patrimonio immobiliare, le residenze fittizie all’estero, l'urbanistica e il territorio (abusivismo edilizio) e il lavoro in nero.
Rispetto a questo ultimo dato, nella regione Lazio, è stato registrato un tasso di irregolarità pari al 14,3 per cento, pari a 384.300 lavoartori non regolarizzati.
VITERBO - Con un crollo abissale rispetto al biennio precedente, nel 2022 il Comune di Viterbo è riuscito a recuperare soltanto 25 euro dalla lotta all’evasione fiscale. Rimborso ottenuto dallo Stato centrale quale contributo per la partecipazione dei Comuni all'attività di collaborazione con l’Agenzia delle entrate per l'accertamento fiscale di contrasto all’evasione di Irpef, Ires, Iva, e imposte catastali. A riportare i dati, stilati su classifica dei capoluoghi italiani, è la Cgia di Mestre.
Viterbo è al 55esimo posto. Tra il capoluogo della Tuscia e il comune più virtuoso, ossia Genova, c'è una distanza siderale. Il capoluogo ligure, seppur con i suoi 550 mila abitanti, per il 2022 ha ricevuto un contributo di ben 863.459 euro, seguito da Milano (367.410) e Torino (162.672). Decisamente male per il capoluogo della Tuscia, il cui dato stride notevolmente rispetto ad altre città importanti, non meno di altri Comuni della regione che non hanno portato a casa nemmeno un euro, come Latina e Rieti. 'Motivo imputabile - riporta in una nota la Cgia - alle difficoltà tecniche richieste per avviare la procedura, e dal personale poco formato per espletarla; per la mancanza di un’attività formativa mirata e continuativa che dovrebbe essere tenuta proprio dall’amministrazione finanziaria e che per via di piante organiche ridotte all'osso, per molti sindaci è impossibile mantenere'. Insomma, un vero e proprio lavoro di sentinella sul territorio apparentemente difficile da gestire.
Resta il fatto che in molti Comuni capoluogo manca in parte o del tutto una vera e propria 'segnalazione qualificata' su diversi ambiti di intervento che riguardano il commercio e le professioni (soggetti che, pur svolgendo un’attività di impresa, siano privi di partita Iva); le proprietà edilizie e il patrimonio immobiliare, le residenze fittizie all’estero, l'urbanistica e il territorio (abusivismo edilizio) e il lavoro in nero. Rispetto a questo ultimo dato, nella regione Lazio, è stato registrato un tasso di irregolarità del 14,3 per cento, pari a 384.300 lavoartori non regolarizzati.