ANNO 16 n° 274
Evade dai domiciliari, la sorella lo difende: ''Era in azienda ad accudire le pecore''
Dieci giorni dopo la presunta fuga, avrebbe ricevuto il permesso di andare a lavoro
06/04/2019 - 07:15

VITERBO – (b.b.) Secondo la procura sarebbe evaso dagli arresti domiciliari, per la difesa, invece, O.C. sarebbe stato semplicemente poche centinaia di metri più in là ad accudire le pecore.

''La nostra azienda agricola è grande diverse centinaia di ettari – ha spiegato in aula la sorella dell’imputato – al momento dell’arresto, O. ha eletto come domicilio proprio il nostro agriturismo: è lì che dormiva, lì che trascorreva le sue giornate assieme a nostro padre. Ha sempre abitato lì anche quando ancora stava con la sua compagna''.

Invece i militari dell’Arma durante un controllo di routine, non lo avrebbero trovato: da qui la denuncia e il processo per evasione. Era il 13 dicembre del 2015 ed esattamente dieci giorni dopo sarebbe arrivato per l’uomo il permesso di recarsi a lavorare. Nella stessa azienda agricola dove avrebbe avuto la residenza.

Oggi imputato per evasione, ha scelto il rito abbreviato che gli consentirà, in caso di condanna, di ottenere lo sconto di un terzo della pena.

O.C. non sarebbe comunque nuovo a problemi giudiziari: nel maggio 2013, dopo una rocambolesca fuga a bordo di un Range Rover e dieci giorni di latitanza, venne trovato in possesso di due panetti di hashish e di oltre un chilo di droga, nascosta all’interno dell’agriturismo di famiglia. Il 3 novembre del 2015 decise di patteggiare: due anni, quattro mesi e 4mila euro di multa.






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