


Spot Eurospin 'Certe scoperte ti cambiano la spesa' - Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=Pzm7KG9q6Pg

VITERBO - Un supermercato, almeno nell’oggi globalizzato, è questo: un grande contenitore di best seller dal mondo, nato per convogliare prodotti variegati in uno spazio fisico unitario. E se dal mondo e dall’Italia può scovare le eccellenze, perché non può pescare da tutto il globo e da tutti i tempi… I suoi promoter?
Figure storiche di successo, pilastri della scienza e della tecnica e “cervelloni” – ok, una parolaccia – di fama transnazionale: questi sembrano essere gli archi portanti del claim etico e stimolante di Eurospin, indirizzato al sorriso intelligente di pubblico. E mica solo oggi abbiamo gente in gamba: qualcuno si dimentica di quanta ce ne sia stata!
Attenzione: stiamo analizzando uno spot, perciò ci manterremo ben distanti da fini retorici. Eviteremo, dunque, goffi slalom intorno alla narrazione ideale del passato, ma una lancia in favore dell’età moderna la spezzeremo: i ritrovati tecnici e tecnologici di cui usufruiamo sono possibili grazie all’ingegno degli antenati.
Si dice che l’età moderna, florido periodo già trascorso, sia iniziato con la scoperta del continente americano: Eurospin ha scelto Colombo, nel nuovo video promozionale della sua campagna, come segugio degli sconti per tutta la famiglia. Una sovrapposizione che può costare opinioni in contrasto, rivelandosi, in compenso, facilmente associabile al claim.
Prodotti simili, il simpatico Galileo che è uscito a comprare la pasta, li vedeva col cannocchiale, prima di passare a Eurospin; Leonardo è partito da Vinci verso una spesa conveniente e per Volta il risparmio, udite udite, è tanto elettrizzante da fargli riempire il carrello. Insomma, una pièce buffa e goliardica che si conclude con Einstein alla cassa: il più vicino al nostro presente e l’icona che la catena di supermercati romanza.
Un’appropriazione leggera di miti noti a tutti o un espediente narrativo intorno agli acquisti comuni? Ricordiamoci che, in Italia, questo claim è nella fascia dei longevi, sebbene sia stato prodotto recentemente: è un concept applicato da “appena” sette anni, una porzione di tempo considerevole per molte strategie “usa e getta”.
Ha attraversato la scelta di protagonisti diversi – dai più piccoli, con una buffa parrucca di Einstein, a ogni genere di acquirente – e ha offerto una visione della spesa possibile, riuscendo a portare spiragli di sorriso anche nei televisori ingrigiti dal lockdown.
“La Spesa Intelligente” ha fatto visita a tutti i canali online con pianificazione di pause pubblicitarie: forse, nel 2019, lo streaming stava conoscendo i suoi albori, ma era possibile visualizzare lo spot ovunque e con la stessa facilità attuale. “Spesa Intelligente” è anche un diretto richiamo a “Spin”, che è nel nome della catena di supermercati e rappresenta, forse, un attachment alla stessa più del ventennale termine “Euro”.
Uno storytelling resistente e la capacità di rendere le offerte estendibili, senza profilazioni invasive dei clienti, hanno fatto di Eurospin un grande comunicatore: la sua strategy impone sì che chi lo sceglie sia “uno sveglio”, ma ogni altra definizione è lasciata alla realtà.
Una realtà che è tale nell’ambito dello spot, con la sua proposta di interpreti vari, ma che è, in quanto reale, fortunatamente scevra dagli standard: al supermercato può andare una sola persona o un gruppo di amici; una sola famiglia, una coppia o più famiglie; una famiglia beneducata o una famiglia scompigliata; chi lavora o (ahinoi, raramente) chi fatica a trovare un impiego; chi è inserito in qualsiasi nucleo o chi sta trovando un riferimento.
Le sensibilità (e le identità) sono variegate: ciò porta pochi, ma validi creativi a chiedersi se sia opportuno idealizzare il prodotto, anziché veicolare supporto anche alla famiglia scompigliata, che ha bisogno del latte in offerta quanto di conforto e vicinanza. In questo, Eurospin irrompe come portatore di gioia, scongiurando il rischio di creare teatrini indebiti.
Non sconfina nel volgare, pare mantenere le promesse di convenienza e affida la sua linea narrativa a sapienti che ci assomigliano: possiamo chiamarla davvero “spesa intelligente”? Saggezza e semplicità possono andare a braccetto?
Senza forzare la mano con gridi soddisfatti unanimi – e senza pronunciare “Eureka!”, anche se ci starebbe – possiamo definire impegnato, ma non noioso questo tentativo pubblicitario.