ANNO 16 n° 275
Eternit: Condanna a 18 anni Trenta milioni a comune
04/06/2013 - 09:22

A un certo punto la voce del giudice, Alberto Oggé, si è incrinata proprio come accade quando ci si commuove. Forse perché per lui era l'ultima sentenza della carriera prima della pensione, forse perché l'elenco dei malati e degli eredi dei defunti, 932 persone citate tutte per nome, cognome e anno di nascita, era troppo lungo. Qualcuno fra il pubblico, d'altra parte, non è riuscito a trattenere le lacrime mentre il magistrato leggeva lo sterminato dispositivo che metteva fine al maxi processo Eternit: 18 anni di carcere per Stephan Schmidheiny, miliardario elvetico che si accredita come paladino dell'ambientalismo e dello sviluppo sostenibile, 89 milioni di euro alle parti civili. 'Questa sentenza è un inno alla vita, un sogno che si avvera', dice alla fine il procuratore Raffaele Guariniello, che ha sostenuto l'accusa insieme ai colleghi Ennio Tomaselli, Sara Panelli e Gianfranco Colace.

 

'Ed è anche - aggiunge - un punto di riferimento per tante cause che si stanno celebrando in Italia ma non solo, a cominciare dall'Ilva di Taranto'. La Corte d'appello ha riscritto completamente il verdetto di primo grado alzando la pena di due anni per Schmidheiny (l'altro imputato, il barone belga Louis De Cartier, è morto qualche giorno fa azzerando gli indennizzi per alcune delle parti civili). Lo svizzero è stato riconosciuto colpevole di disastro ambientale doloso per l'attività di quattro (e non più due) stabilimenti italiani della multinazionale: Casale Monferrato e Cavagnolo in Piemonte, Rubiera in Emilia, Bagnoli in Campania.

 

'Sono indignato - commenta a caldo il suo difensore, Astolfo Di Amato - perché l'accusa ha cambiato le carte in tavola parecchie volte nel corso del processo'. 'Da adesso - riflette - nessun imprenditore investirà più in Italia. Schmidheiny si fece carico della sicurezza, spese 75 miliardi dell'epoca, non intascò nulla e ora gli arriva addosso una condanna a diciotto anni. Secondo voi è un incentivo per gli stranieri?'. E quando gli dicono che Guariniello medita di contestare l'omicidio volontario nell'inchiesta Eternit bis, l'avvocato allarga le braccia: 'Ormai non mi meraviglio più di nulla'. Contente le istituzioni (il Comune di Casale Monferrato ha ricevuto un indennizzo di 30 milioni, 20 la Regione Piemonte), contenti enti e associazioni, un po' meno i più accorti fra gli avvocati di parte civile. Qualcuno di loro, come Roberto Lamacchia, parla addirittura di 'situazione drammatica'.

 

Il problema nasce della complicata architettura giuridica della sentenza: il reato di omissione di cautele viene assorbito dal disastro ambientale, e questo ha portato ad escludere dal novero delle persone offese l'Inail (15 milioni in primo grado) e l'Inps. 'Significa - dice Lamacchia - che ottenere i risarcimenti sarà complicatissimo per via dei costi. Per la sola traduzione della sentenza nella lingua dell'imputato ci vogliono 100 mila euro. La procedura richiederà in tutto due milioni. Prima poteva farsene carico l'Inail. Adesso chi ci aiuta?'. Bruno Pesce, presidente dell'Associazione dei familiari, chiede che 'lo Stato non abbandoni le vittime e le aiuti a dare piena attuazione alla sentenza'.

ansa.it






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