

VITERBO – Estorsione tra minorenni, i genitori finiscono in manette.
L’episodio si è verificato nei giorni scorsi, quando un ragazzino di quindici anni si è presentato alla caserma dei carabinieri di Tarquinia con la madre, denunciando di esser stato vittima del furto del proprio telefono cellulare da parte di un amico coetaneo.
“Per riavere il telefono ho dovuto consegnargli 100 euro”, ha spiegato ai carabinieri, aggiungendo: “All’inizio mi aveva chiesto 150 euro, ma dopo avergli detto che non potevo arrivare a tanti soldi, si è accontentato di 100”.
La madre del minore, romena, ha riferito a sua volta di aver contattato telefonicamente i genitori del giovane estorsore, mettendoli al corrente dell’accaduto; ma questi, invece di rimproverare il figlio, hanno di fatto incredibilmente avvalorato la richiesta estorsiva promossa dal proprio figlio, asserendo di aver ormai sostenuto delle spese per la sostituzione della batteria in quanto esaurita.
Ricevuta la denuncia, agli investigatori non è rimasto altro che organizzare una consegna controllata del denaro, facendo fissare l’appuntamento in un luogo sicuro per il minore offeso.
Alle stelle lo stupore dei militari, quando all’appuntamento si sono addirittura presentati la madre del “piccolo ladro” (32enne romena) e il suo convivente italiano, entrambi residenti a Civitavecchia.
“Per entrambi sono scattate le manette”, hanno riferito i carabinieri. “Il denaro e il telefono cellulare – hanno detto in conclusione - sono stati immediatamente recuperati e restituiti al minore, mentre per i due adulti si sono aperte le porte del carcere di Civitavecchia”.