ANNO 16 n° 201
Estate, torna l'emergenza abbandoni: migliaia di cani lasciati al loro destino
L'Enpa Viterbo lancia un duro messaggio con l'arrivo delle vacanze estive: tolleranza zero contro gli abbandoni
20/07/2026 - 14:23

VITERBO - Ci risiamo. È tornata l'estate e anche la più squallida, vile e ingiustificabile vigliaccheria umana. Le valigie sono pronte, l'itinerario è pianificato, e improvvisamente quel cane, che fino a ieri era 'uno di famiglia', diventa un ingombro. Un pacco postale da smaltire. Una zavorra di cui liberarsi per non rovinarsi le ferie. Guardateli, mentre li fate scendere dall'auto in una piazzola di sosta o li legate a un palo in una campagna deserta. Guardate i loro occhi. Non capiscono. Vi guardano con la solita fiducia incrollabile, convinti che stiate giocando, che tornerete subito. E invece ingranate la marcia e accelerate, lasciandovi alle spalle un'anima distrutta, condannata a una morte atroce per stenti, investimenti o crepacuore.

Un crimine travestito da vacanza.Non ci sono scuse, non ci sono giustificazioni economiche o logistiche che tengano. Chi abbandona un cane non sta compiendo una 'scelta difficile': sta commettendo un reato penale punito dall'articolo 727 del Codice Penale con l'arresto fino a un anno e multe che arrivano a 10.000 euro. Ma oltre alla legge formale, si sta consumando il tradimento più viscido del patto biologico e affettivo tra uomo e animale.

Il canile non è una scappatoia pulita per lavarsi la coscienza, e il ciglio di una strada è una condanna a morte immediata. Le strutture pet-friendly oggi abbondano, le pensioni esistono, le soluzioni si trovano. Se non avete la maturità di includere un essere vivente nei vostri piani di vita, semplicemente non prendetelo. Un animale non è un giocattolo stagionale da buttare quando stufa. Mentre vi godete il vostro cocktail in spiaggia, sappiate che quel cane sta vivendo un inferno di calore, terrore e disorientamento totale. Un cane abbandonato non sa sopravvivere da solo in mezzo al traffico; cerca disperatamente la via di casa, mettendo a rischio anche la sicurezza degli automobilisti e causando incidenti mortali. L'indignazione non basta più. Serve tolleranza zero.

Chi vede un abbandono deve denunciare immediatamente, prendendo targa e dettagli. Chi commette questo scempio deve essere isolato socialmente e punito duramente dalla giustizia, con il ritiro della patente e sanzioni raddoppiate se usa un veicolo. In caso di avvistamento di un cane randagio, la priorità è garantire la sicurezza dell'animale e delle persone. L'intervento spetta alle autorità pubbliche e al servizio sanitario locale. Non chiamare i canili privati, poiché non possono recuperare animali sul territorio senza autorizzazione. Solo le autorità pubbliche e i servizi sanitari possono attivare legalmente il servizio pubblico di recupero e accalappiamento. Si possono contattare anche le associazioni animaliste per un supporto logistico o consigli, ma non hanno l'autorità legale per il prelievo forzato del cane. Se possibile e sicuro, rimani a distanza a monitorare il cane per evitare che si allontani prima dell'arrivo dei soccorsi.

Si ricorda che le forze dell'ordine hanno l'obbligo di legge di intervenire in caso di segnalazione di un cane randagio. La responsabilità primaria spetta alla Polizia Locale (Municipale) del Comune competente, ma in caso di emergenza, ore notturne o giorni festivi, l'obbligo si estende a tutte le forze di polizia (Carabinieri, Polizia di Stato) tramite il Numero Unico di Emergenza 112.

Il rifiuto di intervenire o di attivare i soccorsi costituisce un illecito ed è punibile per legge:

La Legge Quadro sul Randagismo (Legge 281/1991) stabilisce che i Comuni e le Regioni sono i responsabili diretti della tutela degli animali d'affezione e della gestione del randagismo;

Il regolamento di Polizia Veterinaria (D.P.R. 320/1954) obbliga le autorità locali e i Servizi Veterinari delle ASL a intervenire per la cattura e la custodia dei cani vaganti;

Il Codice della Strada (Art. 189, comma 9-bis) impone invece l'obbligo di soccorso in caso di animale ferito, coinvolgendo direttamente le forze di polizia per garantire l'intervento medico.

Se un pubblico ufficiale o un agente di polizia si rifiuta senza giustificato motivo di ricevere la segnalazione o di attivare il servizio di recupero, rischia una denuncia penale. (Omissione di atti d'ufficio- Art. 328 Codice Penale-). Buone vacanze a chi parte con tutta la famiglia, zampe comprese. E a voi, che avete lasciato il vostro cuore e la vostra dignità sull'asfalto rovente: l'augurio che il rimorso e la vergogna vi tolgano il sonno per tutto il resto della vostra misera vita.

 

ENPA SEZIONE DI VITERBO E PROVINCIA






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