ANNO 16 n° 274
Estate, i viterbesi preferiscono le crociere
De Simone (Confartigianato): ''La crisi morde anche il settore del turismo''
17/07/2013 - 12:37

VITERBO - E’ una estate low cost per i viterbesi. Che però si consolano con le crociere. I vacanzieri della Tuscia non sfuggono alla regola del tocca e fuggi. Secondo i dati di Confartigianato cala in generale la richiesta alle agenzie di viaggio che attestano un decremento di spesa da parte degli aspiranti vacanzieri. I viaggi più richiesti sono le crociere che, grazie alle ottime agevolazioni proposte, unite agli sconti per i ragazzi con meno di 18 anni, hanno un eccellente riscontro su un target compreso tra i 25 e i 60 anni. Unendo itinerari ricchi di punti d’interesse, animazione no-stop e vasta scelta enogastronomica, le lunghe traversate in mare attirano un po’ tutti, dai giovanissimi alle coppie senior. Poche le partenze verso le città d’arte, comunque limitate ad un massimo di 4 giorni; stessa sorte per le località marittime.

Per quanti riescono con qualche aggiustamento a superare il problema del budget destinato alla programmazione delle ferie estive l’ostacolo immediatamente successivo è rappresentato dal caro-vacanze, che interviene ad eliminare un’altra fetta considerevole di aspiranti vacanzieri. Secondo la rivelazione di Confartigianato, tra il 2009 e il 2013 l’indice dei prezzi dei servizi per le vacanze è aumentato del 15,1% e quello dei trasporti ha raggiunto il 21,8%. Più contenuti, invece, i rincari dei pacchetti vacanze (+8,7%) e di alberghi e ristoranti (+6%).

«I dati elaborati dallo studio di Confartigianato indicano una ripercussione pesante degli effetti della crisi sulle attività turistiche – spiega Andrea De Simone, segretario provinciale dell’Associazione –. La situazione penalizza fortemente quelle attività imprenditoriali che devono buona parte del fatturato annuale all’attività estiva, incentrata sul turismo. È evidente che lo stile di vita degli italiani ha subito un brusco cambiamento di rotta che va ad incidere su tutto il sistema economico del Paese».

L’economia nostrana rischia di fermarsi anche in un momento di storica e fisiologica vitalità e uno dei freni maggiori sta nell’inflazione dei carburanti che in Italia costano l’11,9% in più rispetto alla media dell’Eurozona. Nello specifico, il record negativo riguarda il prezzo della benzina verde, superiore dell’8,5% rispetto alla media europea, e per quello del gasolio auto, superiore del 15,6%. Gli altri pesantissimi macigni che gravano su chi parte e su chi rimane sono le incertezze in tema di lavoro, con il tasso di disoccupazione al 12,8% (mai così alto dal 1977), e fisco, con la pressione fiscale che ha registrato un crescita pari a 1,4 punti di Pil mentre il potere d’acquisto delle famiglie che è calato del 4,8%.

«Il turismo – conclude De Simone – è sempre stato un fiore all’occhiello italiano. Non possiamo permetterci di lasciarci sfuggire anche questa fonte di ricchezza che incide fortemente sull’economia del nostro Paese. Dobbiamo puntare su un rafforzamento del settore e sulla valorizzazione delle eccellenze made in Italy». Infine è imprescindibile rinvigorire i consumi delle famiglie perché è vero che siamo italiani e quindi dotati di un grande spirito di adattamento ma, in fatto di vacanze, la fantasia da sola non basta.






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