

VITERBO - Max. Vismara - Il colonnello Andrea Pecorari ha incontrato Viterbonews24 per fare il punto sul lavoro svolto nel corso dell’ultimo anno dalle fiamme gialle nella lotta contro la pandemia.
Colonnello secondo lei qual' è il più importante traguardo raggiunto nel 2020 dalla guardia di finanza ?
Sicuramente la rigenerazione dei nostri reparti per fronteggiare la pandemia, una cosa che io definirei unica nella storia del nostro corpo, abbiamo dimostrato una capacità di cambiare pelle straordinaria di fronte a questa emergenza.
L' altro traguardo certamente raggiunto è stato il clima di sinergia che si è creato con tutte le altre forze di polizia, abbiamo lavorato tutti insieme come una squadra senza individualismi e formalismi con la certezza che qualsiasi decisione era stata presa da tutti.
Ovviamente per questo clima sinergico ed efficiente la figura del Prefetto come ' Collante' fra tutti è stata fondamentale.
Colonnello può darmi qualche dato sulla lotta che avete sostenuto per fronteggiare la diffusione di prodotti per sanificare non approvati e mascherine contraffatte?
Abbiamo sequestrato centinaia di migliaia di pezzi di questo tipo di prodotti, ricordo i primi tempi quando ci guardavano in faccia con i colleghi dicendo: mai ci saremmo immaginati un giorno a fare questo tipo di controlli su mascherine e gel sanificante.
Di solito la nostra attenzione cade su cose come sigarette di contrabbando o prodotti made in Italy contraffatti. In questo caso ovviamente abbiamo cercato di trasferire la nostra professionalità per reprimere un nuovo genere di contraffazione che si è affacciato con l' insorgere della pandemia, ovviamente questo ha comportato anche uno studio approfondito che abbiamo dovuto fare su questo genere di presidi medici per operare al meglio al fine di tutelare la salute di tutti.
Bisogna anche sottolineare il fatto che non tutti agivano in maniera fraudolenta, molti infatti vendevano prodotti non idonei esclusivamente per il fatto che nella fase iniziale della pandemia c'era molta confusione su quelli che erano i prodotti giusti da usare.
Ovviamente in questi casi la procura non ha dato corso ai procedimenti perché è stato accertato che non c'era volontà fraudolenta da parte di questi commercianti.
Uno dei fatti più salienti della pandemia vista nell' ottica viterbese è sicuramente una Celleno presidiata perché divenuta zona rossa, naturalmente voi eravate presenti anche lì.
Certamente, sul posto c'erano quattro punti di controllo interforze fissi che presidiavano gli ingressi in paese, tra questi uno dove operavano le fiamme gialle del nucleo antiterrorismo e pronto intervento, i così detti baschi verdi.
In quel caso coordinando i presidi insieme ai comandanti degli altri corpi mi venne in mente che cosa poteva significare attuare un isolamento da zona rossa per i colleghi che operavano nelle grandi città, sicuramente un grande lavoro.
Vede per isolare Celleno bastava bloccare le tre vie principali di accesso, ma, immaginiamoci che cosa significa presidiare città molto più grandi che richiedono mezzi e risorse ingenti, nel caso di Celleno abbiamo lavorato bene e il contenimento dell' epidemia all' interno del paese ne è stata sicuramente la prova.
Secondo lei come è cambiata negli ultimi anni la figura del finanziere?
Rispetto al passato il finanziere moderno ha come caratteristica la culturale professionale, la definirei la professionalizzazione, mi spiego: rispetto al passato ora ci occupiamo di molteplici settori che abbracciano varie materie spesso altamente tecnologiche, per fare questo bisogna essere aggiornati tecnicamente per essere sempre al passo con le nuove tematiche che affrontiamo quotidianamente nel nostro lavoro, ovviamente per fare questo ci vuole abnegazione e tanta dedizione per aggiornare continuamente il proprio background su materie spesso ostiche.
Da questo punto di vista il finanziere si è molto evoluto negli ultimi anni, quello che invece non è cambiato e non deve cambiare è la fierezza con cui mettiamo la divisa, un antico e prezioso valore che deve rimanere un punto di riferimento per le generazioni future.
Colonnello un augurio che fa a sé stesso ai suoi uomini e ai viterbesi.
Auguro a tutti noi di poter tornare presto alla vita di prima ma tenendo sempre un occhio al passato, perché dobbiamo imparare da quello che è successo per fare sì che tutto questo non si ripeta più.
Lasciarsi andare in questo momento a comportamenti irresponsabili significa rischiare di riaccendere situazioni pericolose.
Colonnello, santa Rosa si, o santa Rosa no?
Beh, con il cuore ovviamente direi sì ma con la razionalità dico: solo se ci sono i presupposti di sicurezza.
In ogni caso la decisione non spetta certo a me, e francamente le dico che sono contento di non avere il peso di questa scelta.