ANNO 16 n° 275
'Esposito č distrutto
ma confida nell'appello'
L'avvocato Rosati gli fa visita a Mammagialla
il giorno dopo la condanna all'ergastolo
14/05/2011 - 14:52
di Alessandra Pinna

“Ha passato la notte insonne e senza mangiare ma nonostante tutto ha ancora la forza per combattere e andare avanti”. Con queste parole Mario Rosati, legale di Paolo Esposito, condannato ieri all’ergastolo per l’omicidio della compagna Tatiana Ceoban e la figlia Elena, scomparse da Gradoli il 30 maggio del 2009, commenta lo stato d’animo del suo assistito.

Questa mattina, intorno alle 11,30, l’avvocato si è recato nel carcere di Viterbo per fargli visita. “E’ sconvolto – ha commentato – Paolo era sicuro di uscire dal carcere e aveva espresso il desiderio di andare a Bologna per vedere Erika (la figlia di 7 anni nata dalla relazione con Tatiana che nel settembre del 2010 è stata affidata a una signora del capoluogo emiliano, ex datrice di lavoro della nonna materna Elena Nekifor ndr). La revoca della patria potestà era automatica in caso di condanna - ha spiegato il legale - anche per questo motivo al momento della sentenza Paolo si è gelato, ha realizzato che non avrebbe più visto sua figlia -  ha continuato l'avvocato - è distrutto ma confida nell'appello'.

E’ duro Rosati e annuncia battaglia: “Come ho detto ieri, chiunque con una coscienza critica non avrebbe pronunciato una sentenza simile, i corpi non sono stati trovati e non esiste la certezza della morte di Tatiana ed Elena – prosegue l’avvocato di Esposito – andremo avanti in appello e lavoreremo per rendere giustizia a Paolo”.

Il verdetto di condanna per gli amanti-cognati Paolo Esposito e Ala Ceoban è arrivato ieri, 13 maggio, dopo circa 3 ore e mezza di camera di consiglio. Ergastolo a entrambi, con isolamento diurno per un anno. Questa la decisione della Corte, pronunciata all’interno di un’aula gremita di persone ma in rigoroso silenzio del Tribunale di Viterbo, dal presidente Maurizio Pacioni.

I due, accusati di duplice omicidio e occultamento di cadavere, erano stati arrestati nel 2009. Il 4 luglio, dopo oltre due ore di interrogatorio in carcere, il giudice per le indagini preliminari Rita Cialoni convalida il fermo per Esposito con la motivazione di “Pericolo di fuga e reiterazione del reato”. Circa un mese dopo, il colpo di scena: Ala Ceoban, cognata dell’elettricista e sorella di Tatiana, viene arrestata per concorso in duplice omicidio e occultamento di cadavere.

Poi il lungo processo, fino al verdetto di ieri.






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