

SAN LORENZO NUOVO - (R.V.) Una fuga di gpl è una delle ipotesi sulle quali gli investigatori stanno lavorando per risalire alle cause dell'esplosione dell'edificio che ospitava un centro migranti. I tecnici dei vigili del fuoco e i carabinieri, che conducono le indagini, nella giornata di ieri hanno proseguito i rilievi tecnici. Il legale della società che gestiva il centro, dove erano ospitati 31 extracomunitari, ha escluso che dentro la struttura di fosse il gas. Riscaldamento e cucina sarebbero state alimentate a elettricità.
La fuga di gas potrebbe essere stata quindi esterna alla struttura. Alcuni abitanti della zona hanno riferito di aver avvertito odore di gas diverse ore prima dell'esplosione. Un'esplosione che è stata così forte da scaraventare calcinacci e finestre a 200 metri di distanza.
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori anche quella che la fuga di gas possa essere avvenuta dai alcuni tubi collegati ad un serbatoio esterno che alimenta la falegnameria distante una decina di metri dal luogo dell’esplosione, in particolare da un tubo presente in un'intercapedine.
La procura intanto ha aperto un fascicolo per disastro colposo.