ANNO 16 n° 272
Espansione urbana: nella Tuscia aumenta il consumo di suolo
Viterbo è la città dove si è costruito di più in valori assoluti. Montalto di Castro ha registrato l’ampliamento più consistente negli ultimi 15 anni
Alessandra
06/06/2023 - 03:30
di Alessandra Sorge

VITERBO - Con una media di 19 ettari al giorno, il valore più alto negli ultimi dieci anni, e una velocità che supera i 2 metri quadrati al secondo, il consumo di suolo torna a crescere e nel 2021 sfiora i 70 km2 di nuove coperture artificiali in un solo anno. Il cemento ricopre ormai 21.500 km2 di suolo nazionale. Di questi, 5.400, ovvero un territorio grande quanto la Liguria, riguardano i soli edifici, che rappresentano il 25% dell’intero suolo consumato.

Quanto fotografato dal rapporto Snpa 2022 (il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente) e Ispra, fornisce il quadro aggiornato dei processi di trasformazione della copertura del suolo a livello nazionale, comunale e provinciale.

Se tra il 2006 e il 2021 il Belpaese ha perso 1.153 km2 di suolo naturale o seminaturale, nella provincia di Viterbo a causa principalmente dell’espansione urbana e delle sue trasformazioni collaterali, negli ultimi 15 anni si sono persi 1677 ettari di suolo, con la conseguente perdita di aree verdi e biodiversità.

Nel 2006, infatti, il suolo consumato nella Tuscia era pari al 4,10% (ossia 14.826 ettari); nel 2021 la percentuale è leggermente salita di un +0,46% facendo sbalzare il dato a 16.503 ettari. Solo tra il 2020 e il 2021 il consumo di suolo è stato pari a 81,72 ettari.

 Allargando lo sguardo agli altri comuni della provincia, nella top five troviamo il capoluogo con 2478 ettari consumati nel 2021 (con un aumento rispetto al 2006 dello 0,5%), Montalto di Castro con 1383 ettari (+2,7%), Tarquinia con 1130 ettari (0,3%), Civita Castellana e Montefiascone rispettivamente con 719 (0,9) e 568 (0,2%) ettari sottratti al verde.

Mentre in alcuni Comuni la forbice è praticamente pari allo zero, come nei comuni di Barbarano Romano, Calcata, Capranica, Corchiano, Faleria, Gradoli e Monteromano, due sono stati quelli che hanno fatto registrare l’ampliamento più consistente, parliamo di Graffignano, che ha registrato un +1,7% e su tutti Montalto di Castro con un +2,7% rispetto ai 15 anni precendenti.

Il fenomeno della città diffusa, che vuole che si tenga a costruire di più dove esiste la maggiore concentrazione, e gli impatti negativi del consumo di suolo sono ormai noti a livello scientifico. Per contrastare, ad esempio, il rischio di alluvioni, sarebbe opportuno ripristinare le aree di espansione in modo che fiumi e torrenti possano esondare senza problemi. La necessità di porre un freno all’espansione urbana non sempre sembra essere condivisa a livello politico, in cui spesso si spinge verso una progressiva cementificazione del territorio a danno delle agricolture, degli spazi naturali e di preziose e limitate risorse ambientali.






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