

VITERBO – Mentre l'odontotecnico Angelo Spinosa è stato condannato a quattro anni di reclusione per lesioni ed esercizio abusivo della professione, per una serie di otturazioni, impianti e operazioni tra il 2006 e il 2009, sono stati assolti tutti gli altri imputati che lavoravano o avevano quote nella White Dental srl di Almè, la società che gestiva lo studio dentistico finito nel mirino del sostituto procuratore della Repubblica di Bergamo Maria Esposito.
Tra questi, anche un viterbese: si tratta di Andrea Pennacchietti, 43 anni, direttore sanitario della White Dental.
L'accusa, in particolare, ha sempre sostenuto che ci fosse una complicità, tra i vari soggetti, per poter lucrare sull'esercizio abusivo della professione da parte dell'odontotecnico: una tesi che non è stata accolta.
Le indagini erano iniziate nel 2010, dopo l'esposto di un paziente, cinquantunenne di Seriate, che aveva deciso di denunciare Spinosa ritenendosi danneggiato da alcuni suoi interventi: lesioni gravi, secondo il querelante, alla masticazione, dopo estrazioni, otturazioni e due «ponti». Lavori che solo un odontoiatra potrebbe eseguire, non un odontotecnico. E lo stesso paziente aveva aggiunto che veniva sottoposto alle cure solo quando lo studio risultava chiuso, ad esempio nel weekend, oppure la sera durante la settimana, pur avendo chiesto ad Angelo Spinosa se era abilitato alla professione. Il giudice ha sostanzialmente creduto al querelante e la sentenza a quattro anni di reclusione include anche le lesioni aggravate contestate dal paziente seriatese, perché sapendo di essere abusivo l'imputato metteva anche in conto di poter creare danni alla salute del cinquantunenne.
Come accennato all'inizio, è invece stato smontato il resto del castello accusatorio. Oltre a Pennacchietti, alla sbarra c'erano gli altri due direttori sanitari della White Dental, Mauro Citarra Virzì, 34 anni, di Cassina de' Pecchi, Giuseppe Micalizzi, 55 anni, di Lodi; e i rappresentanti legali della società Maria Anna Mazzolari, 75 anni, di Curno, madre di Spinosa, la figlia Andra Nicole Spinosa di 22 anni. Sapevano quanto avveniva nello studio dentistico, secondo il sostituto procuratore. Ma proprio alcune dichiarazioni rilasciate in aula dall'uomo che aveva querelato Spinosa, sono state decisive per l'assoluzione: gli interventi sul paziente di Seriate avvenivano infatti di sera oppure nel weekend e grazie a quel dettaglio gli altri imputati sono riusciti a dimostrare che non c'era alcuna complicità e nulla c'entravano con l'operato dell'odontotecnico.