ANNO 16 n° 275
Esercitazione ''Tuscia 2013'', Il ministro
della Difesa a Viterbo e Monte Romano
Ha assistito all'addestramento dell'Aviation Battalion in partenza per l'Afganistan
Mauro: ''Per mantenere la pace bisogna partecipare alle missioni internazionali''
Il Capo di Stato Maggiore Graziano: ''Risparmiare sì, ma no sulla sicurezza''
09/07/2013 - 23:22

 VITERBO - ''La pace si preserva partecipando e quindi finanziando le missioni di contenimento dei conflitti laddove si manifestano. Attualmente l'Italia è impegnata in trentasei missioni internazionali che, entro il prossimo settembre, dovranno essere rifinanziate. E' un dovere al quale un grande Paese quel è l'Italia non può sottrarsi''. Così il ministro della Difesa Mario Mauro, giunto a Viterbo oggi pomeriggio per assistere alla fase conclusiva dell'esercitazione ''Tuscia 2013'', finalizzata alla validazione dell'Aviation Battalion, che prossimamente sarà impiegato in Afghanistan.

''Ci sono casi - ha aggiunto il ministro - che l'interposizione tra le fazioni in conflitto può durare anni. Non a caso i nostri militari sono in Bosnia da quasi 20 anni. Così come siamo in Libano, con la missione Unifil, da moltissimo tempo''. Secondo Mauro, in Medio Oriente si stanno manifestando nuove situazioni di conflitto, che potrebbero aggiungere a quelle ''storiche''. ''Il governo - ha concluso - continuerà a sostenere le missioni in corso e deve restare vigile per scongiurare che ne scoppino altre. Anche partecipando ad altre eventuali missioni internazionali''.

Accompagnato dal Capo di stato maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli e dal Capo di stato maggiore dell'Esercito, Generale di corpo d'armata Claudio Graziano, il ministro Mauro, arrivato all'eliporto ''Chelotti'' Viterbo, dal quele si è successivamente spostato nel poligono di Monte Romano. 

''Tuscia 2013 si svolge in due aree addestrative. Nell'eliporto ''Chelotti'' di Viterbo - sede del Centro addestramento dell'Aviazione dell'Esercito - è stato impiegato un simulatore di volo per elicottero da combattimento A 129 ''Mangusta'' per l'addestramento avanzato dei piloti alla navigazione tattica e all'utilizzo dei sistemi di bordo.

Nell'area addestrativa militare di Monte Romano è stato invece riprodotto e simulato uno scenario tipico afgano, nel quale saranno impiegati i distaccamenti operativi del 185° Reggimento ricognizione acquisitore obiettivi e del 187° Reggimento paracadutisti ''Folgore''. Tra gli eventi, anche il recupero di un aeromobile con un elicottero CH-47.

''L'addestramento, prima di una missione all'estero, è fondamentale. Sull'addestramento non si può risparmiare''. Ha detto il capo di stato maggiore dell'Esercito, Claudio Graziano, a margine dell'esercitazione 'Tuscia 2013'' incontrando i giornalisti a Monteromano. L'attività, che costituisce l'ultimo step addestrativo dei reparti prima di recarsi, a breve, in Afghanistan, coinvolge l'Aviazione dell'Esercito ed è condotta da reparti specialistici della Brigata Folgore (185° reggimento acquisizione obiettivi e 187° reggimento), e da elicotteri dell'Esercito A129 Mangusta, CH47, NH90. ''L'addestramento - ha aggiunto il generale Graziano - significa sicurezza per il personale, capacità di operare sul terreno integrati con le forze alleate, e di conseguire il successo della missione. Senza addestramento non ci possono essere attività operative ed è per questo che sull'attività addestrativa non si può risparmiare''. Il generale ha anche ricordato come l'Esercito stia comunque razionalizzando le spese anche trasferendo alcune unità operative vicino ai poligoni per diminuire le spese. A proposito dei mezzi, ha sottolineato che tutti quelli di trasporto originariamente impiegati in Afghanistan sono stati sostituiti ''perché la nuova minaccia degli Ied, gli ordigni esplosivi improvvisati, ha imposto nuovi veicoli; in questo momento i mezzi a disposizione sono adeguati ed idonei ad operare, taluni rappresentano anche il meglio che c'è''.

Il generale Graziano, parlando della riduzione dei costi di gestione dell'Esercito, ha detto che ''l'intero processo di trasformazione delle forze armate vuole risparmiare sul personale e sulle strutture di supporto per concentrare le risorse sulle forze operative; il nostro impegno è grande e riteniamo sia possibile a patto che ci sia una stabilità economica idonea a sostenere la trasformazione e un'attenzione da parte del Paese a sostenere quelle cose fondamentali che sono la sicurezza del personale, quindi mezzi sufficientemente moderni per integrarsi coi sistemi digitali per prevenire la minaccia. Su questo - ha ribadito - serve l'attenzione del Paese perché sulla sicurezza non si possono fare sconti''.

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