ANNO 16 n° 273
'Esco a prendere un
caffè' da Schenardi
Martedì il nuovo libro
dell'autrice Maria Grazia Fontana
06/06/2015 - 15:33

VITERBO - ''Esco a prendermi un caffè''. Affermazione pulita e lineare. Quotidiana, volendo, che però racchiude in sé un significato ben diverso dalle semplici parole. Assai più profondo e radicato.

Così si chiama il libro, prima opera assoluta, di Maria Grazia Fontana. Un volumetto da leggere tutto d'un fiato, seppur il tema centrale, scorrendo le pagine, si fa sempre più crudo. L'argomento principe infatti è quello dell'affido familiare. Che procede di pari passo con la disabilità. E, per entrare nello specifico, ecco la testimonianza di affido di una bimba disabile, contornato e impreziosito da brevi flash della vita dell'autrice e dell'handicap del fratello.

La storia, forte e dolce al contempo, racconta di due vite immaginate. Romanzata, partendo da dati reali, al fine di ''voler superare il legame di dipendenza dal mondo dei cosiddetti 'normali''.

''È un inno all'amore e alla libertà - racconta la Fontana - Sono pagine scritte puntando alla leggerezza, sottolineando l'importanza di una presa di coscienza. E di come una semplice decisione, come quella di prendersi un caffè, appunto, può rappresentare, per chi non ne ha la possibilità, un momento di grande indipendenza''.

In pochi giorni la pagina Facebook dell'autrice viterbese è stata letteralmente presa d'assalto. Tante le testimonianze di solidarietà. Ancor più le persone che vorrebbero dibattere del tema, acquistare l'elaborato, spargere la voce. Se ne è interessata anche un'emittente televisiva.

A tal proposito comunque, ecco la presentazione ufficiale di 'Esco a prendermi un caffè'. Martedì prossimo, il nove giugno, la stessa Fontana si presenterà ai curiosi di turno di dentro al Gran caffè Schenardi. Con lei Carmela Grassotti, Maria Irene Sarti e Angelo Russo. Coordina l'incontro Rossella Cravero. L'appuntamento è fissato per le 18. L'opera è curata dalla casa editrice locale 'Sette città'.

Un piccolo estratto del libro:

''Carolina

Apro gli occhi. Un po' a fatica. Se non metto gli occhiali non vedo quasi nulla. Mi sembra ci sia il sole. Adoro questi primi tiepidi raggi che entrano nella mia camera dopo tanto grigio. Ora mi alzo e penso che andrò in riva al lago. Il lago non è triste, è calmo, ne vedo i confini, mi dà tranquillità. Mi siedo e aspetto che il sole sia alto. Vedo le papere che nuotano tranquille e mi si avvicinano per cercare qualche briciola. Adoro ascoltare l'assordante rumore del silenzio. Adoro sentire i primi fracassi della vita. Ho un disperato bisogno di amare e di essere amata. Ditemelo che mi volete bene. Diciamocelo sempre. Amiamo tutto ciò che ci circonda, le cose belle e le cose brutte. Non buttiamo via nulla e impariamo a sentire l'esistenza che ci scorre dentro ... Che strano, sono ancora nel mio letto. Non c'è il lago, ma il viso splendente della mamma che mi sorride mentre mi infila gli occhiali. Ecco ora mi aiuta a scendere dal letto ed iniziamo una nuova, meravigliosa giornata piena di cose anche oggi bellissime''.






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